venerdì 29 giugno 2018

Il silenzio sulla tela: le nature morte spagnole alla Galleria Sabauda

Belgio e Italia uniti per rendere omaggio alla Spagna, che basterebbe da solo questo bel messaggio di collaborazione europea per guardare con simpatia a Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya, la mostra che nasce da una collaborazione dei Musei Reali con il Bozar – Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e che è stata appena aperta nella Galleria Sabauda dei Musei Reali (chiuderà i battenti il 30 settembre 2018).

Tutta un'estate per ammirare le nature morte della pittura spagnola e per seguire la loro evoluzione attraverso i quadri di alcuni dei più grandi pittori della Piel de Toro, non solo Juan Sánchez Cotán e Francisco Goya, ma anche Juan de Zurbarán Luis Meléndez, prestati da alcuni dei Musei più prestigiosi del mondo (tra loro il Prado di Madrid, il Louvre di Parigi, gli Uffizi di Firenze) e in dialogo con analoghi dipinti di autori italiani e fiamminghi presenti alla Galleria Sabauda, come la Natura morta con frutta, dolci, crostacei, un bicchiere e un topo di Peter Binoit, La vanità della vita umana di Jan Brueghel, il Vaso con fiori e insetti di Cornelis De Heem, e, proveniente dalle Gallerie d'Italia - Intesa Sanpaolo, la Natura morta con pesci e molluschi di Giuseppe Recco.

Il silenzio sulla tela Il silenzio sulla tela

Il dialogo tra le opere spagnole con i quadri italiani e fiamminghi aiuta a scoprire le caratteristiche delle diverse scuole e offre un curioso viaggio in uno dei generi più frequentati della pittura dei secoli scorsi, la natura morta, che era anche un modo di raccontare una cultura e le sue convinzioni. "Fin dalla sua nascita, la natura morta viene intesa come un esercizio mimetico di descrizione analitica della realtà naturale, caratterizzato da un forte senso decorativo. Il caso spagnolo presenta alcune peculiarità che lo contraddistinguono dalle soluzioni compositive adottate negli altri paesi europei, come ben dimostra anche l’uso di una parola specifica per indicare questo particolare genere figurativo: bodegón. Sebbene sia possibile mettere in relazione le prime nature morte spagnole con modelli fiamminghi e italiani, il loro carattere austero e le personali interpretazioni del tema fornite da importanti pittori quali Juan Sánchez Cotán, Juan de Zurbarán, Luis Meléndez o Francisco de Goya, implicano un loro specifico riconoscimento fra i vertici dell'arte occidentale" spiega il comunicato stampa.

L'organizzazione cronologica della mostra permette di seguire l'evoluzione del gusto, la ricchezza degli apparati decorativi, l'attenzione per i dettagli e l'inclinazione per la descrizione realistica o ideale del vero. Si passa dai cestini di vimini alle ghirlande fiorite, dalle Vanitas con la loro carica simbolica fino all'impressionante quadro di Francisco Goya, una Natura morta con tacchino, posta come punto finale della mostra. E mi è piaciuta molto quest'idea di tutta una storia plurisecolare, chiusa con il più grande dei pittori spagnoli, quello da cui poi tutto è cambiato.

Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya chiuderà il 30 settembre 2018 ed è in Galleria Sabauda, ai Musei Reali, in piazzetta Reale 1. L'orario di apertura è martedì-domenica ore 8.30-19.30, chiuso lunedì. Il biglietto costa 12 euro, ridotto 6 euro (18-25 anni), gratuito under18, possessori dell'Abbonamento Musei, della Torino + Piemonte card e della Royal Card.


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