lunedì 4 giugno 2018

Le prime foto della Cappella della Sindone senza impalcature interne

È stato un tweet dei Musei Reali, che, qualche giorno fa, ha mostrato il cupolino della Cappella della Sindone libero dalle impalcature. Due foto emozionanti, che hanno riportato alla mente lo splendore della Cappella guariniana, prima dell'incendio che l'ha devastata nel 1997. Sono passati più di vent'anni ormai, di restauri difficilissimi, complicati non tanto dalla gravità dell'incendio quanto dalla mancanza di una documentazione sulla struttura: nessun disegno e nessuna riflessione dell'architetto sulla statica dell'edificio, che aiutasse la squadra di restauratori nel loro lavoro di ricostruzione. Di tanto in tanto viene annunciata la prossima riapertura della Cappella, che passerebbe poi alla gestione dei Musei Reali (si raggiunge dal corridoio che unisce Palazzo Reale alla Galleria Sabauda, al primo piano); ma poi la riapertura viene rimandata, a causa di qualche nuovo ritardo. Adesso che le impalcature esterne sono state tolte e sono tornati a vista i grandi archi finestrati, adesso che i Musei Reali iniziano a creare curiosità e diffondono le prime immagini degli interni restaurati, c'è la speranza che la riapertura non sia così lontana (si parla dell'autunno 2018).

Cappella della Sindone Cappella della Sindone

Nel loro sito web, i Musei Reali riportano una bella descrizione della Cappella firmata da Francesco Casanova e Carlo Ratti e risalente al 1884 : "Sopra una rotonda tutta di marmo nero, con archi e pilastri di belle e grandi proporzioni, s'alza, leggera e fantastica come nei templi indiani, la cupola a zone esagone sovrapposte e alternate; pervenuta a certa altezza, la parte interna converge rapidamente, ed è tutta traforata da luci triangolari, finché lo spazio, reso angusto, è chiuso da una stella intagliata che lascia vedere a traverso i suoi vani un'altra volta su cui è dipinto il Santo Spirito in gloria". Quando studiavo Architettura, per le due cupole guariniane che segnano lo skyline barocco di Torino, quelle della Sindone e di San Lorenzo, leggevo di ispirazioni dall'architettura islamica, da Córdoba in poi (San Lorenzo come il mihrab della Mezquita andalusa, nel disegno, non nella struttura statica, completamente diversa), però dà da pensare che nella piccola capitale di un Ducato meno solido di quanto l'ambizione dei suoi sovrani avrebbe voluto, siano arrivate influenze così esotiche, da regalare gioielli d'architettura unici in Europa.

E al vedere le fotografie pubblicate su Twitter, con questi archetti che si inseguono fino alla gloria dello Spirito Santo, mentre la luce piove morbidamente lungo le pareti, non si vede l'ora che la Cupola torni finalmente a noi. Con le consapevolezze e le curiosità di questi vent'anni, in cui l'Architettura è tornata nella mia vita, anche grazie a Rotta su Torino, rivedere la Cappella sarà un regalo, come se non fosse passato il tempo, una specie di dove eravamo rimasti; in fondo lo dice anche un vecchio e grande tango di Gardel, veinte años no es nada, venti anni sono niente.


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