lunedì 18 giugno 2018

Il restauro del Chiostro e della Cupola del Santuario della Consolata

300 giorni di cantiere e oltre 1700 metri quadrati di ponteggi. Così il Chiostro del Convitto e la Cupola del Santuario della Consolata sono tornati al loro antico splendore. Il restauro ha recuperato i colori del chiostro, delle volte e dei pavimenti, ha messo in sicurezza i collegamenti tra portico e cortile, facilitando il loro accesso ai disabili, e ha consolidato la copertura di lastre di pietra e le mensole del cornicione della cupola esagonale del Santuario. L'aspetto attuale del Chiostro, che accoglieva la vita monastica del padri cui il Santuario era affidato, dapprima Benedettini poi Cistercensi e Oblati, è dovuto sia al rinnovamento della prima metà del XVIII secolo che ai danni dei bombardamenti del 1943. L'intervento ha consentito non solto di restaurare e riportare in condizioni di decoro le facciate ed il portico, ma anche di ritrovarne e riproporne i luminosi colori settecenteschi.

Restauro Santuario della Consolata Restauro Santuario della Consolata

È un restauro che restituisce a Torino il fascino originario di uno dei luoghi più amati non solo dai fedeli, il Santuario della Consolata, uno degli edifici di culto più antichi e più complessi della città, grazie a un lavoro reso possibile da numerosi attori. I lavori sono stati finanziati dalla Fondazione CRT, che, spiega nel comunicato stampa, ha stanziato un milione di euro per l'intera opera di restauro della Consolata: "Una seconda tranche di lavori, il cui esito sarà presentato nel tardo autunno, riguarda il cantiere studio e le annesse opere di restauro delle fasi costruttive e decorative pre-guariniane: attività avviate per riportare alla luce la storia del primo Santuario attraverso le testimonianze artistiche e architettoniche stratificatesi in oltre sette secoli di storia del complesso".

La Fondazione CRT ha finanziato i restauri del complesso religioso, che comprendono "il ripristino delle coperture e delle facciate, il restauro conservativo delle superfici interne, degli affreschi, delle decorazioni, il rifacimento degli impianti elettrici di diffusione sonora e di trattamento dell'aria, il recupero dell'Aula di Sant'Andrea, della Cappella Madonna delle Grazie e delle statue delle due Regine. La Fondazione CRT ha inoltre reso possibile il restauro delle Sacrestie, dell'organo ottocentesco e di alcune tele di pregio". Oltre al sostegno diretto, Fondazione CRT ha inaugurato in quest'intervento un innovativo sistema di finanziamento, che prevede il fundraising, ovvero la raccolta fondi, e il marching grant, cioè il raddoppio da parte della Fondazione dei fondi raccolti; un modello che, spiega ancora la Fondazione, può essere fonte d'ispirazione per futuri interventi per il recupero del patrimonio storico-artistico piemontese.

Mi fa piacere condividere queste informazioni, affinché sia chiaro quanto dobbiamo alle Fondazioni bancarie nel recupero e nella conservazione dell'arte e della cultura in Italia. Solo pensare a Torino, ai suoi Musei, alle sue chiese e ai suoi palazzi storici e chiedersi cosa sarebbe di loro senza Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo. Giusto valorizzare anche il loro impegno, raccontando il restauro di un luogo così amato e così importante nella storia di Torino come il Santuario della Consolata.


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