mercoledì 20 giugno 2018

L'Area Archeologica Pietro Micca, nelle gallerie sotterranee della Cittadella

Il 24 giugno 2018 aprirà al pubblico, a partire dalle ore 15, l'Area Archeologica Pietro Micca, in corso Galileo Ferraris, all'altezza del numero civico 14. Qui, durante gli scavi del parcheggio sotterraneo, sono state trovate, perfettamente conservate, tracce dei muri e delle gallerie del Rivellino  degli Invalidi (a sud-est della Cittadella di Torino). La scoperta è eccezionale e dà un'idea purtroppo solo superficiale dell'enorme patrimonio architettonico e storico perduto con l'abbattimento della Cittadella, nel XIX secolo. Il rivellino trovato era situato tra i bastioni il Duca e San Lazzaro e potenziava ulteriormente la struttura difensiva della città: i rivellini erano infatti fortificazioni indipendenti, in genere di forma più o meno triangolare, con uno dei vertici posto verso l'esterno, in funzione di avamposto difensivo; si trovavano nel fossato, a difesa di due forti contigui, appunto per potenziarne le funzioni difensive.

Area Archeologica Pietro Micca Area Archeologica Pietro Micca

Il ritrovamento del Rivellino degli Invalidi è eccezionale perché è l'unico rimasto tra quelli che difendevano la Cittadella torinese; eccezionali sono anche le gallerie trovate, che permettevano di scendere sotto il fossato e arrivare alla Cittadella, garantendo lo spostamento in sicurezzadi armi e persone; sono gallerie piuttosto ampie, alte, in cui ci si poteva muovere agevolmente e in cui si può scendere anche durante la visita. L'Area Archeologica porta infatti fino a 6 metri sotto terra, all'altezza di quello che era il fossato; qui si può vedere il fronte di gola del Rivellino, rivolto verso la Cittadella e, superando un ponte di metallo, si visitano i resti della polveriera delle mine e, quindi, la galleria che passava sotto il fossato e collegava con l'interno della Cittadella. Emozionante è anche il breve tratto di mura del primo ampliamento di Torino. È breve, è sottile, ci racconta di quando la città stava crescendo per essere all'altezza delle aspirazioni dei Savoia, la sua dinastia regnante. Come mi ha detto un volontario, emozionato: "Anche solo per questo varrebbe la pena scendere quaggiù". Ma vale la pena anche per visitare la splendida galleria che scende sotto il fossato, eccezionalmente conservata, così perfetta nella sua costruzione e così emozionante al pensare alle migliaia di soldati che l'avranno percorsa, durante i secoli, per difendere Torino dai nemici.

Area Archeologica Pietro Micca Area Archeologica Pietro Micca

La visita è completata dagli utili pannelli informativi, dotati di testi, disegni e di piante, che aiutano a collocare i resti archeologici nel loro tempo e nella storia. Ho sentito solo la mancanza di una cartina che sovrapponesse la Cittadella all'attuale tessuto urbano, perché chiunque possa avere chiaro quanto fosse grande (più o meno da corso Matteotti a via Bertola e da via Guicciardini a via Mercantini) e possa ubicarla nel contesto della città e degli scavi; ma è solo un dettaglio che la curiosità suscitata dalla visita può soddisfare con ricerche successive. Anche nel Parcheggio sotterraneo di Corso Galileo Ferraris ci sono alcuni resti del rivellino, in particolare si può apprezzare il muro della sua facciata destra, anch'essa illustrata dai pannelli informativi.

A curare l'Area Archeologica, il Museo Civico Pietro Micca e dell'Assedio di Torino del 1706, che ogni domenica, dalle ore 15 alle ore 18, offrirà visite guidate gratuite, grazie al lavoro dei volontari della sua Associazione. Gli stessi che si sono impegnati affinché questi spazi fossero messi a disposizione dei torinesi e dei turisti, affinché possano avere un quadro più chiaro del sistema difensivo cittadino, e che stanno lavorando affinché parte del Pastiss e del Pozzo Grande siano messi in sicurezza e siano aperti al pubblico. Un lavoro appassionato e gratuito, che meriterebbe ricompense da parte della Città e anche dei visitatori: mi auguro che le visite all'Area Archeologica diventino a pagamento, sia per la sua manutenzione sia per pagare i volontari.

Per tutte le info, il sito del Museo Pietro Micca è www.museopietromicca.it.


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