venerdì 20 luglio 2018

Alla Reggia di Venaria, La fragilità della bellezza ovvero il patrimonio salvato

La visita a La Fragilità della Bellezza è una delle emozioni più belle che regala la Reggia di Venaria Reale in questi giorni d'estate. Entrate in questi saloni e vi trovate ora nel Medioevo tosccano, tra crocifissi e Madonne dai colori brillanti, ora tra grandiosi quadri del barocco italiano, precipitate poi al tempo dei Faraoni e finite davanti a dee greche di incomparabile armonia.

La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria

Ci sono 40 secoli di storia, in qualche modo legata all'Italia, dagli affreschi conservati al Museo Egizio alle tele di Giorgio Morandi, passando per trittici dorati medievali, retabli rinascimentali sardi, e poi grandi capolavori come il San Gerolamo Penitente di Tiziano, il Ritratto di Caterina Balbi Durazzo di Antoon van Dyck, provenienti rispettivamente dalla Pinacoteca di Brera di Milano e dal Palazzo Reale di Genova, fino al Mercato nuovo di Dresda visto dallo Judenof di Bernardo Bellotto, unica opera custoita in un Museo straniero, la Gemäldegalerie di Dresda, in Germania; ci si trova, insomma, in una galleria che è un inno alla ricchezza artistica dell'Italia. Perché di questo si tratta, si passeggia tra capolavori di ogni epoca e di ogni parte del nostro Paese, se ne ammirano le differenze, che esprimono idiosincrasie e culture differenti, se ne apprezzano la raffinatezza e lo stile. Sono rimasta incantata davanti alla delicatezza di un clavicembalo dipinto, proveniente dal Museo degli Strumenti Musicali di Roma, mi ha affascinatto un paliotto d'altare firmato da Pietro Piffetti, con decorazioni non solo lignee, ma anche di madreperla, lapislazzuli, ottoni, avorio, che lo rendono un unicum di grande bellezza.

La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria

La bellezza è quello che colpisce di più, tra le 212 opere, provenienti da 17 regioni italiane: la bellezza a cui siamo abituati, che ci circonda ovunque e che chissà se curiamo ormai abbastanza, magari assuefatti. E invece vederla alla Reggia, riunita, in tutta la sua grandiosità, lascia senza fiato. Come lascia senza fiato pensare che tutte queste opere, così diverse, hanno un filo comune: sono state salvate e restaurate dal progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo, che da 30 anni si prende cura del patrimonio italiano, arrivando lì dove non arrivano le pubbliche istituzioni. Un lavoro di restauro, di studio e di ricerca che ha permesso di salvare magnifici arazzi e mantelli, di riportare al loro splendore quadri e trittici e di studiare a fondo capolavori d'arte di ogni epoca. Sempre più spesso, grazie a Rotta su Torino, scopro quanto le Fondazioni bancarie e le banche contribuiscano alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico e culturale e, dunque, alla difesa della nostra storia e della nostra identità. La fragilità della bellezza non è solo un viaggio nella ricchezza artistica del nostro Paese, ma anche un invito a riflettere su cosa sarebbe di essa senza l'intervento delle banche e delle loro fondazioni.

La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria La fragilità della bellezz alla Reggia di Venaria

La fragilità della bellezza è alla Reggia di Venaria fino al 16 settembre 2018. Il biglietto costa 10 euro, ridotto 6 euro (under 21 e universitari under 26), gratuito per under6 e possessori delle tessere Abbonamento Musei, Royal Card e Torino + Piemonte Card; la mostra è compresa anche nel biglietto Tutto in una Reggia, che costa 25 euro e dà diritto alla visita alla Reggia, ai Giardini e alle mostre in corso. L'orario di apertura, dal 29 giugno al 25 agosto è martedi-giovedì ore 10-17, venerdì e sabato ore 10-19 (19-23.30 con i biglietti Sere d'Estate), domenica e festivi ore 10-19.30; il 13 agosto apertura ore 10-17, il 14 agosto ore 10-17 e 19-23.30 con biglietto Sere d'Estate; dal 26 agosto martedì-venerdì ore 10-18, sabato, domenica e festivi ore 10-19.30; lunedì chiuso. Tutte le info su http://www.lavenaria.it.


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