lunedì 16 luglio 2018

Oltre le Barriere abbellisce i blocchi di cemento contro il terrorismo

Un anno fa circa, Torino si è dotata di misure di sicurezza contro eventuali attentati di auto lanciate contro la folla, chiudendo piazze e vie pedonali con vasi di piante e con blocchi di cemento, detti jersey. Il problema estetico di questi blocchi grigi nelle piazze auliche si è posto sin da subito e per risolverlo è arrivato il progetto Oltre le Barriere, che conta sull'appoggio dell'Assessorato alla Cultura, la Fondazione Contrada Torino, l'Accademia Albertina di Belle Arti e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana e sul sostegno di Intesa Sanpaolo.

L'idea è semplice: un gruppo di studenti dell'Accademia Alertina di Belle Arti ha pensato e realizzato disegni di abbellimento, che adesso saranno realizzati su una copertura applicabile rimovibile in Pvc, che aderisce perfettamente alla forma delle barriere; in questo modo non ci sarà un intervento cromatico diretto sulla superficie del jersey.

Oltre le Barriere Oltre le Barriere

Le quattro proposte sono sintetizzate nel logo RGPS, in cui le consonanti è l'iniziale del verbo di ogni progetto.

"R come Respira si riferisce al lavoro Alberi Attraverso le Barriere, ideato da Negar Shariaty che ha interpretato le barriere come finestre aperte che rimandano a una percezione di aria pura da inspirare per una liberazione interiore. È anche la prima opera realizzata, in piazza Castello.
G come Guarda identifica Dettagli Parlanti di Sara Molinari e si ispira a ciò che vediamo quotidianamente, ma che spesso ci sfugge. Il progetto racconta Torino attraverso gli elementi architettonici dei suoi edifici tra passato, presente e futuro, con elementi architettonici, sagome e scorci di palazzi caratteristici.
P come Pensa corrisponde a Hybrid Connection di Donato Mariano che, con la sua realizzazione, invita a riflettere sulle immagini che si accumulano fuori e dentro di noi. Una sequenza di figure digitali che nascono da un errore del computer, generate da un ipotetico sovraccarico di informazioni impresse sul laterizio.
S come Sogna perché in Spazio Torino di Barbara Mittino il sogno non ha età e le sequenze di illustrazioni fantastiche di giovani di diverse origini etniche rimandano alla creatività, alla natura, allo spazio e al gioco in un continuo cambio di scala tra mondo reale e immaginario"

Presto, sui blocchi di cemento, queste opere che parlano di arte e di creatività anche su strumenti di difesa; alla paura si dice no anche così.


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