venerdì 24 agosto 2018

Easy Rider, le moto come libertà e cultura alla Reggia di Venaria

Già il titolo, Easy Rider, ripreso dal più famoso film mai dedicato alle motociclette, rimanda a tutte le suggestioni legate alla libertà e alle anime indomabili. Ma poi c'è il resto, che, sotto le volte delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria Reale (TO), rende Easy Rider un cult, mostra imperdibile non solo per gli appassionati di motociclette (e quanti ne ho incontrati, mentre visitavo la mostra!), ma anche per chi, come me, non distingue una Ducati da una Honda (mai vantarsi dell'ignoranza, ma prenderne atto e cercare di rimediare).

Easy Rider Venaria Easy Rider Venaria

Perché mi è piaciuta Easy Rider e perché la consiglio? Prima di tutto il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche: le moto e il design italiano, le moto e la tecnologia giapponese, le moto e le competizioni, i viaggi e le arti, siano la pittura, la musica o il cinema; quando arriverete alla fine del percorso, gli specchi scintillanti che si rimandano le immagini delle moto rievocando i camerini di un set cinematografico, mentre sullo schermo si inseguono le immagini dei film più famosi, sarete già stati conquistati, anche se non avevate idea che il numero della moto di Valentino Rossi fosse il 46 (e non vi dico i selfie, anche dei bambini piccoli, lì, davanti alla sua moto!). Anche l'allestimento aggiunge fascino al fascino: il Giappone non è solo tecnologia, ma è anche anime giganteschi e video sorprendenti, i grandi viaggi non sono solo sassi e polvere, ma anche enormi fotografie di lunghe strade americane che sanno di libertà, il design italiano ha dietro di sé grandiose foto di morbide colline toscane, tutto ha una scenografia appropriata e coinvolgente, che introduce immediatamente laddove i curatori vogliono portare e che fa sentire l'emozione che ogni moto porta con sé, insieme alla sua storia di viaggi, di imprese, di sfide ai limiti.

Easy Rider Venaria Easy Rider Venaria

Bello è anche il rapporto delle motociclette con le arti contemporanee: i quadri di Ligabue e della sua Guzzi, le fotografie sulle strade del mondo di artisti e intellettuali, la musica che fa da colonna sonora ai tanti viaggi, il cinema che ha esaltato il senso di libertà e di ribellione che il vento tra i capelli e la strada davanti a sé rappresentano. Alla fine, anche se non si è mai sognato neanche la Vespa ai tempi del liceo (ebbene sì, capita anche questo), si sente quanto la motocicletta appartenga al nostro immaginario occidentale e alla nostra cultura, non solo come veicolo, ma anche come simbolo di tante cose, dalla ricerca all'arte, dalla libertà alla tecnologia, dalla sfida all'indipendenza. Usciti dalla mostra magari continuerete a non distinguere una Suzuki da una Guzzi e a confondere le moto della Parigi-Dakar e quelle di Giacomo Agostini, ma vi saranno rimasti dentro tutto il mondo e tutta la cultura che girano intorno a una moto e tutto quello che un veicolo a due ruote è in grado di far immaginare. Non rimarrete indifferenti, insomma.

Easy Rider è alla Reggia di Venaria Reale (TO) fino al 24 febbraio 2019. Gli orari di apertura sono i seguenti: fino al 25 agosto 2018, martedì-gioveedì ore 10-17, venerdì-sabato ore 10-19 e 19-23.30 (Sere d'Estate); dal 26 agosto al 14 ottobre 2018, martedì-venerdì ore 10-18, sabato-domenica-festivi ore 10-19.30; dal 16 ottobre 2018, martedì-venerdì ore 9-17, sabato-domenica-festivi ore 9-18.30. Il biglietto d'ingresso alla sola mostra costa 14 euro, ridotto 12 euro (over 65), 8 euro (6-20 anni e universitari under 26), gratuito per under 6, Royal Card e Abbonamento Musei Torino; Easy Rider è inserita anche nel biglietto Tutto in una Reggia, che costa 25 euro e comprende la visita alla Reggia, ai Giardini e alle mostre in corso. Tutte le info sul sito www.lavenaria.it.


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