sabato 29 settembre 2018

Micaela e Ylenia: con Moi.to diamo un tocco di made in Spain alle torinesi

Potenza di Instagram. Vedi fotografie di outfit preparati in modo da incuriosirti, leggi una storia che sa di soddisfazione e orgoglio e non puoi che cercare di saperne di più. È successo con Moi.To, uno dei tanti negozi torinesi che usano il social più fotogenico e amato per promuovere la propria attività. Qualche giorno fa, ha celebrato i suoi primi 3 anni con un post di sano orgoglio femminile e mi sono detta ok, bisogna conoscere queste due ragazze! Nel loro negozio, ho incontrato Micaela (lei e Ylenia fanno i turni) e questo è quello di cui abbiamo parlato, tra il viavai di clienti, le prove di una wedding planner in cerca di vestito per una sessione fotografica, una vivacissima bambina tenuta a bada da mamma e nonna.

Moi.to Moi.to

- Come nasce Moi.to?
Nasce dal desiderio di cambiare vita di Micaela e Ylenia. Siamo ex compagne di liceo, non ci siamo mai perse di vista, anche se lei ha fatto il Politecnico e io Lettere. Io volevo insegnare, lei voleva fare design, ma dopo la laurea abbiamo conosciuto il precariato, come capita a tutti, abbiamo anche pensato di lasciare l'Italia, abbiamo tanti amici all'estero. Fino a quando abbiamo detto davvero basta, eravamo a ridosso dei trenta, non vedevamo un futuro e abbiamo deciso di svoltare, senza andare all'estero, perché i nostri legami sono qui. Anche il nome del negozio, Moi.to, da moi, francese, e To di Torino, indica il nostro legame con la città e il desiderio di rimanere; in realtà gioca anche con la pronuncia, che assomiglia a mojito, ricordando che siamo vicini a piazza Vittorio Veneto e ai cocktail, rendendo così più facile memorizzare il nome.

- Ed è venuta l'idea di un negozio tutto vostro
Un'idea che mi frullava in testa da un po'. Siamo state entrambe all'estero, abbiamo fatto l'Erasmus in Spagna e avevo già visto cose che mi erano piaciute.

(Parentesi obbligatoria:
- In Spagna dove?

Io a Siviglia e Ilenia a Valencia
- Ti prego, Siviglia è la mia città preferita, ci andrei a vivere domani!
Non ne parliamo, ci ho lasciato il cuore
Omaggio sivigliano terminato e chiusa parentesi)

In Spagna, avevo già visto realtà piccoline, molto curate, con brand interessanti, mai visti qui. Facevano cose belle, ben disegnate e ben rifinite a prezzi accessibili a tutti, anche alle studentesse. Finiva che compravo a Siviglia: quando avevo la possibilità di tornare lì, avevo i miei negozi di riferimento in cui mi fiondavo e acquistavo le cose che mi piacevano. Possibile che per fare acquisti devo aspettare una volta all'anno? Mi dicevo. E infatti in Moi.to la maggior parte dei brand che abbiamo sono spagnoli, portati da noi in Italia anche per la prima volta. Il primo anno siamo andate proprio fisicamente a prenderci le cose in Spagna.

Moi.to Moi.to

- Come li avete selezionati?
Molto banalmente: perché li conoscevo, mi piacevano ed erano quelli che compravo. Quando apri una tua attività devi rispondere anche a un tuo bisogno, vendere quello di cui tu per prima senti la mancanza. Per avere questi brand, abbiamo semplicemente scritto, spiegando chi eravamo e cosa volevamo. Ci hanno risposto, in alcuni casi siamo state le prime a portarli in Italia, non avevano neanche una rappresentanza e questo ci ha dato anche alcuni vantaggi nella loro distribuzione qui.

- Un negozio di abbigliamento, con la concorrenza spietata delle grandi catene low-cost, come riesce a funzionare?
Funziona se tu sai vestire le clienti e le segui. Chi viene qui è in cerca di consigli, che non trovi nelle grandi catene: lì non c'è la commessa che ti segue e che ti dice, mentre provi il maglione rosa, che te ne porta anche un altro, che magari ti sta meglio e costa pure meno. L'obiettivo non è venderti qualcosa, ma darti qualcosa che ti stia bene; tu non sai come detesto, da cliente, la commessa che ti dice che ti sta benissimo, per vendere, quando è palese che non ti stia bene! Noi volevamo offrire alle ragazze la stessa sicurezza di uscire ben vestite da questo negozio, che i negozi di alto livello offrono alle signore più ricche. I nostri camerini hanno uno spazio salotto in cui mamme e fidanzati possono aspettare e consigliare. Sono piccole cure che in un negozio di prezzi accessibili non sempre ci sono. Si creano anche bei rapporti personali, le clienti che passano a salutare, per fare due chiacchiere, per prendere un caffè insieme.

Moi.to Moi.to

- Le vostre clienti sono solo ragazze?
Sai che no? Noi temevamo che venissero solo le ragazzine, perché avevamo sempre cose un po' strane, vestiti con zebre giganti, cose fumettose, colorate. Invece no. Non solo le giovanissime tendono a omologarsi, quindi non indosserebbero gonne con i pomodori, ma il nostro zoccolo duro è risultato essere di donne tra i 25 e i 40 anni. Ma ci sono ovviamente anche le donne più mature e le più giovani. Abbiamo il target che speravamo.

- Quanto contano i social per Moi.to?
Moltissimo! Ti faccio un esempio: il primo anno di attività è stato come previsto, senza troppi scossoni. Poi a giugno un boom incredibile, andava via tutto con una velocità che non ci aspettavamo, temevamo di non avere più niente per i saldi! E niente mi toglie dalla testa che sia stato Instagram. In tante arrivano perché hanno visto una foto su Instagram e cercano quell'outfit. Instagram più di Facebook.

Moi.to Moi.to

- Io vi ho scoperte su Instagram
"Anch'io!" esclama la wedding planner in cerca di vestito dal camerino, dove sta provando i vari outfit proposti da Michela. Questa è stata un'intervista così, tra una chiacchierata con clienti di passaggio e continui scambi di commenti sugli outfit provati dalla wedding planner. E, a proposito, mi piacerebbe vedere le sue fotografie, dopo aver assistito alla costruzione del look: che lo sappia se mai passasse da qui e si riconoscesse!

Moi.to è in via delle Rosine 1A, ovviamente lo trovate anche su instagram


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