domenica 2 settembre 2018

Un pomeriggio a Laigueglia, delizioso borgo di pescatori della Riviera di Ponente

Ero ad Alassio, per una passeggiata nel 'budello' e un gelato sul lungomare, come capita tutte le volte che passo un pomeriggio nella cittadina in provincia di Savona. Poi non so cosa sia stato, un po' le tante foto di Laigueglia viste su Instagram, un po' la curiosità per andare finalmente sull'altro lato del piccolo golfo di Alassio, un po' la luce del sole avviato verso il tramonto, che metteva in evidenza i campanili della chiesa di San Matteo, mai notati fino ad allora. Così ho deciso di andare verso Laigueglia, camminando sul lungomare che unisce le due cittadine. E non potevo prendere decisione migliore.

Laigueglia Laigueglia

Se siete ad Alassio o a Laigueglia, non esitate a raggiungere l'altra località, con questa bella passeggiata di poco meno di mezz'ora. La spiaggia sempre più sottile, mano a mano che ci si avvicina a Laigueglia; i bei villini di inizio Novecento, un po' liberty e un po' inglesi, come ultimo saluto dell'eleganza di Alassio; i pini mediterranei che fanno ombra; la macchia mediterranea delle montagne incombenti; il mare splendido, con le sue onde lunghe; l'isola di Gallinara, di cui finalmente si vede la 'coda'; la costa ligure, che lascia intravedere Capo Mele, che separa Alassio da Albenga, e, ancora più verso Levante, il capo di Finale Ligure. Se siete fortunati, si intravede anche la Riviera di Levante, a chiudere l'orizzonte. La passeggiata è davvero piacevole, tra turisti stranieri, runner che non mancano mai, locali che sanno di estate. Poi si arriva a Laigueglia, con la chiesa di San Matteo che si avvicina sempre di più e si rimane incantati dal fascino ligure di questo piccolo borgo di pescatori.

Laigueglia Laigueglia

La passeggiata termina davanti alla torre saracena e si infila nelle piazzette davanti al mare, che ricordano un po' Boccadasse, grazie alle commistioni tra città e porto, profumi di focaccia e imbarcazioni di legno, coperte da teli a vivaci righe bianche e turchesi. L'incanto di Laigueglia è iniziato lì, quasi all'imbrunire, con i turisti seduti sul muretto, i pescatori che controllavano le loro barche, le piazzette aperte sul mare, ma pronte ad attirare verso i caruggi dell'interno. Il più lungo corre parallelo alla costa e alla via Aurelia, che è come una via Emilia di tutto il Ponente ligure. Le case hanno colori vivacissimi, su tutti i toni dell'arancione rosseggiante e il giallo solare, i negozi puntano su cibo e artigianato, i tanti locali promettono aperitivi e cene con i prodotti tipici.

Laigueglia Laigueglia

Di tanto in tanto, dalle piazzette, fa capolino la chiesa di San Matteo, che si erge solitaria a dominare sia la via Aurelia che l'intero borgo: ha una facciata visibilmente barocca, due campanili asimmetrici, chiusi da cupolette in maiolica e diversamente orientati (uno è anche più alto dell'altro), le croci hanno le direzioni dei principali venti di Laigueglia, il maestrale e il libeccio, perché siamo sempre in un borgo di pescatori. Quando sono arrivata io era chiusa, per cui non ho potuto visitare l'interno, ma dalla strada su cui si affaccia, poco sopra la stazione ferroviaria, c'è l'ennesima vista imperdibile su Laigueglia, sulla baia, sulla Gallinara. L'interno dev'essere altrettanto prezioso, al leggere le descrizioni: conserva numerosi capolavori dell'arte ligure, in particolare genovesi, acquistati grazie alle donazioni dei piccoli armatori, quando furono messi all'asta, dopo la chiusura di alcune chiese genovesi imposta dalle leggi napoleoniche. Tra questi, l'Assunta di Bernardo Strozzi, la Pentecoste di Castello Castellino e diversi quadri di scuola genovese del Seicento. Insomma, se si trova la chiesa aperta, la visita all'interno è doverosa.

Laigueglia Laigueglia

Sono stata a Laigueglia per poco più di un paio d'ore, in un pomeriggio di fine agosto, quando l'aria ha già i colori del primo autunno, quanto i turisti sono già al termine delle loro vacanze, quando ci sono insieme la malinconia del declino dell'estate e l'euforia delle promesse del nuovo inizio. Passare poche ore in questo borgo di mare, diventato meta di eleganti vacanze torinesi e milanesi, in questo momento così strano dell'estate, è stato affascinante. Ero così impreparata alla visita che non sapevo neanche quando ci sarebbe stato l'ultimo bus per tornare ad Alassio (tranquilli, se non avete l'auto, potete cenare tranquillamente in uno dei tanti locali davanti al mare di Laigueglia). Così mi sono fermata nella piazza del Bastione, mi sono seduta sul muretto e goduta una focaccia ligure acquistata al volo nella focacceria Tuchetin (1 euro a porzione) sulla piazzetta, guardando i movimenti di turisti, pescatori e bagnanti, e poi, in tutta tranquillità sono tornata verso Alassio. Godendomi tutti i colori del mare al tramonto, ricordando Dante, la sua ora che volge il disio e chi me lo citava sempre, quando la distesa azzurra diventava madreperlacea e suscitava questa dolce malinconia che fa bene al cuore. E con una certezza: la prossima volta che andrò al mare, ci sarà una giornata tutta per Laigueglia.


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