domenica 2 dicembre 2018

Nel Castello di Moncalieri, residenza prediletta di regine e principesse Savoia

Arrivando da Sud, il Castello di Moncalieri avverte il viaggiatore dell'imminenza dell'arrivo a Torino. Si trova su un'altura che domina l'ansa con cui il Po si infila poi ai piedi delle colline torinesi, per entrare in città: lo si vede da lontano, arrivando sia in auto che in treno, e, nell'ambito di quel controllo del territorio caro ai Savoia, nelle giornate più chiare è visibile dal Castello di Rivoli (TO) e, addirittura, dalle torri del Castello di Racconigi (CN).

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

È entrato nella storia per il Trattato di Moncalieri, firmato nel XV secolo, e per il Proclama di Moncalieri, con cui il giovane re Vittorio Emanuele II, appena salito al trono dopo la sconfitta di Novara, durante la Prima Guerra d'Indipendenza, chiedeva ai piemontesi e ai sardi di votare una maggioranza che avesse permesso la firma della pace con l'Impero austro-ungarico. Ma, nonostante queste premesse storiche, il Castello di Moncalieri è una residenza soprattutto femminile: fu prediletto dal duca Emanuele Filiberto, da re Vittorio Amedeo II, che qui fu trattenuto in prigionia dopo aver tentato di riprendersi il trono, dopo aver abdicato, da Vittorio Emanuele II, che vi trascorse lunghi periodi con la moglie Maria Adelaide, ma furono le regine e le principesse a trasformarlo in quello che è oggi. In particolare, la stessa regina Maria Adelaide, principessa d'Asburgo Lorena, la figlia Maria Clotilde, che fu data in sposa a Gerolamo Bonaparte, e la di lei figlia Maria Letizia Bonaparte, che fu una delle principesse più libere che i Savoia potessero immaginare.

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

La storia del Castello è lunga e intensa, con altrettante, prevedibili, trasformazioni. Oggi si presenta con una forma a U e quattro torrioni angolari, nella facciata centrale ci sono anche due piccole torri cilindriche centrali, risalenti alla struttura quattrocentesca, alle sue spalle ci sono un Giardino all'inglese e un Parco che il Comune di Moncalieri intende valorizzare, aprendoli al pubblico anche con progetti didattici e di intrattenimento. Il Castello è sede di una Caserma dei Carabinieri e, il fatto che come Residenza Reale sia Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO e che i Carabinieri intendano farne conoscere il valore artistico e storico, fa sì che sia aperto al pubblico nei weekend. Di qui il consiglio e l'articolo: ho visitato questa magnifica Dimora Sabauda qualche settimana fa, grazie a un invito di Turismo Torino e del Comune di Moncalieri, non avevo aspettative particolari e ne sono rimasta affascinata; se potete, approfittate di una mezza giornata di un fine settimana e andate a Moncalieri (è raggiungibile anche con tutte le principali linee del Sistema Ferroviario Metropolitano e dalla Stazione al Castello sono circa 15 minuti di passeggiata, anche nel delizioso centro storico della città). Non perdetevi la vista sulla città, sulla grande pianura e sulle Alpi dal giardino dell'ingresso, è un bel modo di predisporsi ad ammirare le sale interne.

Un Castello soprattutto di donne, si diceva, e infatti la visita inizia dall'appartamento di Maria Letizia, che a Moncalieri visse buona parte della sua vita, prima da ragazza con la madre Maria Clotilde e i suoi fratelli, dopo da vedova di suo zio, il duca Amedeo d'Aosta, con il figlio e finalmente libera nei suoi amori a volte improbabili. Nel suo appartamento, gli arredi originali e il gusto ottocentesco, più borghese che aristocratico, in particolare i salottini, raffinati e deliziosi, con la carta da parati dell'epoca e i mobili appositamente realizzati o acquistati, tra Settecento e Ottocento, tra Torino e Parigi, le due città della vita della principessa. Già nelle sale di Maria Letizia si nota una delle caratteristiche che più mi hanno colpito nel Castello: la raffinatezza dei soffitti dipinti, ora con motivi decorativi, in cui non mancano i simboli sabaudi, ora con scene mitologiche. Sono parte essenziale del fascino della Dimora.

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

Al piano superiore, gli appartamenti della madre di Maria Letizia, la principessa Maria Clotilde, figlia prediletta di Vittorio Emanuele II, data in sposa a Girolamo Bonaparte per sancire l'alleanza tra il Regno di Sardegna e la Francia in vista delle Guerre d'Indipendenza. Non potevano essere più diverse, madre e figlia. Tanto Maria Letizia era vivace, libera e indipendente, tanto Maria Clotilde era religiosa, silenziosa e seria: eppure vissero insieme per buona parte della loro vita. Nei loro appartamenti, però, non si notano le differenze caratteriali. Anche Clotilde si muoveva in sale eleganti e raffinate, si fece addirittura costruire un ascensore per salire al proprio appartamento, uno dei primi ascensori privati costruiti in Piemonte, quando l'età e gli acciacchi non le consentirono più di salire agevolmente le scale; fece anche sostituire i camini dalle ampie stufe, provenienti da Castellamonte (siamo in un periodo storico affascinante, in cui arrivano le comodità che hanno poi caratterizzato il Novecento, dal riscaldamento alla luce elettrica). La sua camera da letto, tutta giocata sui toni del verde, è dotata anche dei necessari spazi per la toilette e di inginocchiatoio per le sue preghiere: sembra, a volte, di violare la sua vita privata, tanto tutto è stato lasciato come era.

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

L'appartamento di Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide è un susseguirsi di stanze di gusto solenne, mi è entrato nel cuore il salotto della regina, con tavolini per il gioco, magnifici servizi di porcellana, salottini per le conversazioni: un mondo al femminile, appartato e sofisticato, in cui la politica e l'attualità entravano con chissà quali filtri. Per accedere all'appartamento dei sovrani, un grande scalone che fa pensare ad analoghi ingressi barocchi, a Torino. Le sale in cui vissero Vittorio Emanuele e la sua regina sono stati devastati da un incendio, nel 2008, e offrono un'interessante chiave di lettura dei restauri conservativi possibili.

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

Alcuni ambienti portano infatti i segni dell'incendio e il restauro non ha previsto tanto una loro ricostruzione, oltre alla messa in sicurezza, quanto l'uso del Barrisol, un materiale con cui é stata realizzata la serie di pannelli trasparenti su cui sono state riprodotte le decorazioni perdute; un suggestivo gioco di luci permette di apprezzare ora le pareti distrutte dagli incendi ora le decorazioni perse. L'incendio ha fatto crollare le volte, ma, nella devastazione, la fortuna: i calcinacci hanno salvato molte pavimentazioni; danni non solo dal fuoco, ma anche dall'acqua, che ha rovinato tessuti. Le sale visitabili permettono di ricostruire la vita dei sovrani lontani dalla Corte: questo era il regno di Maria Adelaide, regina silenziosa, ma anche intelligente e determinata, madre amorevole per i suoi figli, che la persero giovanissimi (aveva solo 36 anni quando morì, dopo l'ottavo parto), e sposa paziente di un marito infedele e un po' rozzo, per la sua educazione di principessa asburgica. Forse è l'unica residenza sabauda in cui la presenza dell'ultima Regina di Sardegna è visibile e dà un'impronta personale alle sale.

Castello di Moncalieri Castello di Moncalieri

Oltre agli appartamenti di regine e principesse, si visitano anche gli spazi di servizio: i guardaroba in cui si conservavano tessuti e i vestiti, le stanze in cui dormiva la servitù, anche in letti nascosti in armadi, per essere pronta a eventuali necessità dei padroni di casa. Una bella occasione per conoscere il Downtown Abbey dei nostri Castelli (che potrebbe essere anche un'idea di possibili itinerari di visite guidate: non solo come vivevano i sovrani, ma anche dove si muoveva la servitù, per non essere vista, e quale stile di vita poteva avere).

La visita termina nella Cappella Reale, ancora oggi utilizzata dai Carabinieri. E diversi sono i pensieri all'uscita: in primavera, quando fiorirà il Giardino delle Rose, bisogna tornare! Ma quanti sono i tesori artistici che custodiamo alle porte di Torino e che neanche noi torinesi conosciamo? Ma quanto sarebbe tutto più bello e più apprezzabile se gli scuri fossero aperti e le grandi sale fossero illuminate dalla luce naturale? Speriamo possa succedere presto! In una giornata libera, Moncalieri merita una visita, tra Castello e grazioso centro storico di sapore un po' medievale (al sabato c'è anche il mercatino). Se ne riparlerà.

Il Castello di Moncalieri è aperto al pubblico il venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18. Le visite sono solo guidate e a prenotazione obbligatoria al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (tel 011 4992333); l'ingresso è gratuito, la visita guidata costa 7 euro, gratuita per gli under 12. Tutte le info su polomusealepiemonte.beniculturali.it.


Nessun commento:

Posta un commento