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venerdì 13 marzo 2015

Splendori della porcellana piemontese, al Museo Accorsi e a Palazzo Madama

Torino città del cioccolato e del caffè, chi non lo sa? Ci sono le Merende Reali, che nei weekend di tutto il 2015 ricordano la passione torinese per queste bevande. E ci sono anche due belle mostre che raccontano gli oggetti indispensabili al rito, le tazze e le porcellane. Il Museo Accorsi-Ometto ospita Fascino e splendore della porcellana di Torino fino al 28 giugno 2015; a Palazzo Madama potete visitare Il mondo in una tazza. Storia di porcellana fino al 19 aprile 2015.

La porcellana è arrivata in Europa, importata dalla Cina, intorno al XIII secolo, grazie ai grandi viaggiatori come Marco Polo. Per tutto il Rinascimento, in molte corti europee si è cercato di scoprire i segreti delle raffinate porcellane, così leggere e resistenti, e dei loro disegni lucenti. Ma è stato solo nel 1708, che Johann Friedrich Bóttger, quasi sequestrato dall'Elettore Augusto di Sassonia per venire finalmente a capo dei segreti cinesi, scopre che nel composto utilizzato in Estremo Oriente c'è il caulino, un materiale che resiste alle altissime temperature della cottura, donando resistenza e lucentezza al materiale. Nel 1710, a Meissen, è entrata in attività la Königlich-Polnische und Kurfürstlich-Sächsische Porzellan-Manufaktur (Reale manifattura di porcellane di Polonia e Sassonia); lo spionaggio industriale era attivo già allora ed è Vienna ad assicurarsi i segreti della corte sassone e ad aprire un'altra Manifattura di porcellana. La prima fabbrica italiana è a Venezia, all'inizio degli anni 20. Pochi anni dopo tocca a Torino, che il Trattato di Utrecht ha trasformato in capitale di un Regno, quello di Sicilia (poi diventato di Sardegna) e non più solo di un Ducato.


Al Museo Accorsi-Ometto Fascino e splendore della porcellana di Torino racconta la storia di tre delle più importanti fabbriche piemontesi di porcellana, nate in quegli anni. Si inizia con le produzioni della Manifattura Rossetti, appartenenti al conte Giacinto Roero di Guarene: l'ispirazione è cinese, ma le tazzine, i vasi, le loro decorazioni hanno una bella eleganza, anche messi a confronto con le inarrivabili porcellane cinesi Blanc de Chine. Il processo di produzione della ceramica era molto costoso: alcuni oggetti richiedevano fino a quattro cotture, per fissare colori e decorazioni, con tutti i rischi conseguenti. Se anche superavano le varie fasi della lavorazione, non è detto che fossero così perfetti da poter essere venduti agli esigenti clienti che potevano permettersi il loro costo. Così spesso la vita delle fabbriche di porcellana era piuttosto breve. Nella sezione dedicata alla Manifattura di Vische, fondata nel 1765 dal conte Ludovico Birago, ci sono una serie di statuine di ispirazione francese, varie teiere, una zuccheriera dipinta in monocromia porpora. Delle tre manifatture della mostra, quella di Vinovo, fondata nel 1776, è stata la più longeva e quella che ha ottenuto i risultati più importanti. La sua produzione è divisa in tre periodi, il periodo Brodel-Hannong, che prende il nome dai fondatori, Giovanni Vittorio Brodel, già socio del conte Birago, e Pierre Antoine Hannong, che nel 1761 aveva venduto il segreto della porcellana dura a Sèvres; il periodo di Vittorio Amedeo Gioanetti (1780-1815) e, infine, quello di Giovanni Lomello, terminato nel 1822. Interi decenni di produzione che sottolineano la profonda influenza francese: dalle statuine di popolani e scene allegoriche ai medaglioni di Vittorio Amedeo III e Maria Antonietta di Borbone, dai vasi alle teiere, dai servizi da colazione di Vittorio Amedeo III ai vasi con lo stemma sabaudo. E' una produzione raffinatissima, con decorazioni leggere ed eleganti, che ricordano volentieri la scuola di Sèvres. Al termine della mostra, una tavola imbandita secondo il gusto settecentesco, raffinatissima testimonianza del bon vivre dell'epoca. E, sempre al termine della mostra, è davvero consigliabilissimo proseguire con la visita guidata al Museo Accorsi-Ometto, nelle cui sale sono custodite numerose porcellane di grande effetto e fascino: una sorta di ciliegina sulla torta per comprendere meglio come la corte sabauda e le famiglie aristocratiche che intorno ad essa giravano non fossero così militareschi come ce li hanno sempre raccontati.


Fascino e splendore della porcellana di Torino segue gli orari del Museo Accorsi, quindi si può visitare dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 (sabato e domenica l'orario pomeridiano arriva fino alle 19). L'ingresso alla sola mostra costa 6 euro, ridotto 5 euro (presentando il biglietto d’ingresso a Palazzo Madama – Museo Civico di Arte Antica), gratuito per gli under 12, i possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, i disabili più un loro accompagnatore, le guide turistiche, i giornalisti con tesserino. Ci sono varie combinazioni di prezzi se si visita il Museo (solo visita guidata) o se si sceglie la visita libera o guidata alla mostra; tutte le info, su www.fondazioneaccorsi-ometto.it.


A Palazzo Madama si parla di porcellane avendo come filo conduttore la tazza, sia per il cioccolato o per il caffè. Ce ne sono per tutti i gusti e di tutte le dimensioni, con decorazioni vistose ed altre raffinatissime. Si assiste all'evoluzione del gusto settecentesco: le decorazioni passano dalle influenze asiatiche a una ricerca più europea, con la riproduzione di scene mitologiche o motivi floreali e dorati. E' davvero una festa per gli occhi e una testimonianza reale di quanto i riti del cioccolato, del caffè o del tè, tutti importati da altre tradizioni culturali, siano stati fatti propri dalla corte sabauda, con elementi di originalità e unicità. Anche qui, come nel Museo Accorsi, ha un ruolo di rilievo la Real Fabbrica delle porcellane di Vinovo; oltre ad alcune delle sue produzione, sono in mostra alcuni suoi documenti, conservati all'Archivio di Stato di Torino, che dimostrano quanto fosse difficile e costoso ottenere porcellane perfette; basti pensare che nel periodo della direzione di Vittorio Amedeo Gioanetti di 5000 tazze prodotte solo due terzi potevano considerarsi perfette ed essere vendute. Si capisce, dunque, perché la vita delle fabbriche fosse particolarmente breve.


Il mondo in una tazza, nello Spazio Atelier di Palazzo Madama, è aperta secondo gli orari del Palazzo (da martedì a sabato dalle 10 alle 18, la domenica dalle 10 alle 19); il prezzo del biglietto è di 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per gli under 19 e per Abbonamento Musei; la riduzione è valida anche per chi presenta in biglietteria il biglietto d'ingresso della mostra Fascino e Splendore della porcellana di Torino del Museo Accorsi.

Nel periodo delle mostre sia il Museo Accorsi-Ometto che Palazzo Madama hanno preparato una serie di iniziative.

Al Museo Accorsi, c'è una visita guidata alla mostra nei seguenti orari: da martedì a venerdì, alle 11 e alle 17, sabato e domenica alle 11, alle 17 e alle 18; il biglietto costa 8 euro, ridotto 6 euro, Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card 3 euro. Tre conferenze, tutte alle ore 11, permetteranno di approfondire gli argomenti proposti dalla mostra: Le porcellane della Manifattura Rossetti 1737-1743 (15 marzo 2015), Il sogno incompiuto di un nobile piemontese. La fabbrica di Vische 1765-1768 (19 aprile 2015), Le porcellane della Manifattura di Vinovo 1776-1825 (24 maggio 2015); l'ingresso, gratuito, fino a esaurimento posti. Le visite con l'esperto, il 21 marzo, il 4 e 18 aprile, il 2 e 16 maggio, il 6 e 20 giugno, alle ore 11, a cura di Alberto Tosa, permetteranno di scoprire le opere in mostra e i protagonisti che le hanno create, approfondendo le tecniche, gli stili e le storie delle tre manifatture torinesi. Le Conversazioni d'Arte, a cura di Anna Maria Cavanna, raccontano fasto e preziosità dell'oro bianco, una delle grandi passioni delle corti europee, legate alla porcellana (se n'è già parlato su Rotta su Torino). Tutte le informazioni sulle iniziative di approfondimento su fondazioneaccorsi-ometto.it

A Palazzo Madama, il 29 marzo, alle ore 16.30, E' l'ora del tè, un appuntamento che solleciterà i cinque sensi e rinnoverà il rito del tè, accompagnato da cibi dolci e salati, e arricchito dall'ascolto di alcune citazioni letterarie; il biglietto costa 14 euro (+ biglietto di ingresso ridotto – gratuito per possessori di Abbonamento Musei). Ancora il 29 marzo, un workshop con Matilde Domestico, che condurrà un laboratorio per famiglie in cui i bambini potranno dipingere le tazze di porcellana; il biglietto costa 3 euro per un adulto, 5 euro per un bambino. Per entrambi gli appuntamenti, informazioni e prenotazioni: 011.5211788 - prenotazioniftm@arteintorino.com.

Le foto non contrassegnate da @rsto appartengono al Museo Accorsi-Ometto.


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