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venerdì 14 ottobre 2016

Boldini e van Dyck, a confronto nella Galleria Sabauda

Nel primo degli incontri tra opere, la Galleria Sabauda ha proposto due quadri dello stesso autore, due Veneri uscite dalla bottega del Botticelli, conservate a Torino e a Berlino e chiaramente ispirate alla celeberrima dea che esce dalle acque, nella Nascita di Venere. Il secondo incontro propone uno stesso tema, affrontato da due pittori di epoca e di storia diversa. Confronti/2: Boldini guarda Van Dick propone due quadri di bambini, per studiare come l'infanzia era rappresentata nel Seicento e nell'Ottocento e per scoprire le differenze di scuole e di culture.


Anton van Dyck fu uno dei più celebri ritrattisti di case reali del XVII secolo. Il suo I figli di Carlo I d'Inghilterra è conservato alla Galleria Sabauda e fu realizzato per desiderio della Regina Enrichetta, che voleva inviare alla sorella Cristina, Duchessa di Savoia, un ritratto dei suoi bambini, per tenerla al corrente di come i nipotini stavano crescendo. E c'è un che di affettuoso anche nelle informazioni arrivate a noi, grazie al carteggio tra le due sorelle, sovrane consorti: la piccola Maria, al centro del quadro, in mezzo ai fratello Giacomo e Carlo, entrambi futuri sovrani d'Inghilterra, era stata così irrequieta, nelle sessioni di posa, che la madre aveva dovuto chiedere varie volte al pittore fiammingo di ritoccarla. E, nonostante fosse un quadro di destinazione familiare, I figli di Carlo I d'Inghilterra fornisce anche messaggi di regalità: i vestitini preziosi, la mela sorretta da Giacomo, simbolo di fecondità, le rose a terra e il lussuoso roseto che si intravede dalla finestra sullo sfondo sono simboli di fortuna.


Giovanni Boldini nacque a Ferrara nel 1842 e, 30enne, dopo viaggi e soggiorni in varie città d'Europa, si trasferì a Parigi, dove la sua carriera decollò soprattutto come ritrattista delle dame dell'alta borghesia. Tra gli amici della sua folgorante vita parigina ci fu anche la famiglia del diplomatico cileno Ramon Subercaseaux: il Ritratto del piccolo Subercaseaux, prestato alla Galleria Sabauda dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, si inserisce in questo contesto di alta borghesia, amicizie e stile di vita elevato. Il piccolo Pedro Subercaseaux sfiora ormai l'adolescenza e viene ritratto da Soldini seduto in modo curioso su un divano; colpiscono lo sguardo scuro e profondo, allo stesso tempo sfuggente e inafferrabile, l'eleganza dei suoi indumenti, l'idea di movimento della sua mano e delle pieghe dei suoi vestiti. E' fermo e seduto, ma non è statico come sono invece i principini inglesi.

Quanto è difficile, allora, ritrarre i bambini? E quanto, soprattutto, i bambini parlano del loro tempo e del modo di considerarli nelle varie epoche? Il confronto alla Galleria Sabauda racconta in fondo anche questo: i principini inglesi ritratti come piccoli adulti, il piccolo cileno immortalato nel momento sfuggente dell'infanzia che si prepara all'adolescenza.

Il confronto tra i due quadri continua fino all'8 gennaio 2017 ed è compreso nel prezzo del biglietto dei Musei Reali (12 euro, ridotto 6 ero, gratuito under 18 e possessori delle tessere Abbonamento Musei o Torino+Piemonte Card); l'orario di apertura è mar-dom ore 9-19, lun chiuso.


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