mercoledì 28 giugno 2017

Perché il colore del Toro è il granata

Stavo sfogliando il libro Alla scoperta di Torino – 233 Curiosità, Luoghi, Fatti e Personaggi (ed. Priuli & Verlucca) e mi sono fermata sulle pagine dedicate alla nascita di Torino e Juventus. Tifo per il Toro sin da bambina, chi segue Rotta su Torino lo sa: non parlo spesso di calcio né del Toro, se non in occasioni speciali come il 4 maggio o l'inaugurazione del Filadelfia. E questa è un'altra occasione speciale, perché si parla dei colori granata.

La Mole granata, il 4 maggio, da saidinitaly.it

Il Torino è stato fondato nel 1906 con il nome di Torino Football Club, da un accordo tra il Foot-Ball Club Torino, a sua volta nato dalla fusione del Football & Cricket Club e dei Nobili di Torino, quest'ultima squadra molto vicina al Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, e alcuni fuoriusciti dalla Juventus, guidati dallo svizzero Alfred Dick; il luogo di nascita del Toro è l'attuale Bar Norman, in via Pietro Micca, che nel 1906 era parte del Grand Hotel Fiorina. Il granata non fu il colore di prima scelta della nuova squadra. I Nobili di Torino avevano infatti come colori sociali il nero-arancione, che portarono nella nuova squadra; il problema fu che con il tempo l'arancione divenne quasi un giallo, con un imbarazzante assomiglianza a quel nero-giallo che rappresentava i colori degli Asburgo, comprensibilmente non troppo amati dal Duca degli Abruzzi, diventato nel frattempo presidente onorario del Club. Cosa fare, dunque?

Si propose al Duca di utilizzare l'azzurro, il colore di Casa Savoia, ma Luigi Amedeo lo escluse: i Savoia erano la dinastia regnante dell'Italia, non potevano legare i propri colori a quelli di una sola squadra, al limite potevano legarli alla squadra nazionale italiana (come in effetti poi fu, se l'Italia è la squadra azzurra è precisamente perché quello era il colore dei Savoia). Cercando un altro colore si approdò infine al granata, un colore che non si collega immediatamente a Torino, i cui colori sono giallo-blu, né ai Savoia, ma che in realtà ha uno stretto legame con la città e con la dinastia, grazie all'assedio del 1706 e alla Brigata Savoia. Narra la cronaca che durante l'assedio Vittorio Amedeo II e suo cugino Eugenio di Savoia ordinarono l'attacco alle truppe francesi da fronti opposti, da Nord-Est e da Sud-Ovest, guidando quest'ultimo. Per informarli della vittoria sabauda sul fronte settentrionale, venne inviato un soldato a cavallo; all'attraversare le linee nemiche, fu colpito più volte e arrivò davanti al duca con gli indumenti ormai intrisi di sangue, riuscendo solo a dargli la buona notizia, prima di morire. Per rendergli onore, Vittorio Amedeo decise che da allora in poi la Brigata Savoia avrebbe indossato un fazzoletto di colore granata.

Al ricordare questo episodio, così prossimo a Torino e ai Savoia, il Duca degli Abruzzi approvò il colore e da allora noi del Toro siamo i granata. Non conoscevo la storia, mi è molto piaciuta, grazie al libro Alla scoperta di Torino per avermi incuriosito e ai numerosi siti granata della Rete, che riportano le ragioni per cui il granata è il nostro colore. E Forza Toro Sempre.


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