lunedì 16 ottobre 2017

Con Le Musichall rinasce il teatro delle varietà. Diretto da Arturo Brachetti

È entrare nella nuova sala di Le Musichall e dimenticare il Teatro Juvarra, dove ho praticamente iniziato la carriera giornalistica, scrivendo di teatro per il Corriere dell'Arte di Carlo Accossato. Non che la sala sia cambiata: si riconoscono la platea raccolta, la balconata, il soffitto affrescato, ma poi basta che entri in scena Arturo Brachetti, il direttore artistico del nuovo teatro, e l'atmosfera cambia. Si chiude il sipario, si accendono le luci (ben 300, fatte a mano da un'azienda artigiana italiana specializzata!) e sì, sembra di essere tornati in quei tempi parigini della Belle Epoque, in cui vaudeville, café-chantant e rivista coloravano le serate e lanciavano talenti: è Le musichall, il nuovo tempio torinese che, promette Brachetti, all'alba dei suoi 60 anni, compiuti il giorno della presentazione della sua nuova creatura (venerdì 13 ottobre, e che nessuno sia superstizioso!), sarà spumeggiante, trasformista e sorprendente.


La vera e propria inaugurazione per la riapertura del teatro sarà il 13 dicembre, con lo spettacolo Gran Varietà, che sarà in scena per tutto il periodo natalizio e che è stato preparato con la collaborazione della Torino Musical Academy. Fino ad allora ci saranno spettacoli e artisti internazionali, in un cartellone curato da Cristiano Falcomer del Festival Lunathica, e che danno già un'idea di cosa ha in mente Brachetti: il teatro di strada e il circo contemporaneo di Nuova Barberia Carloni (20 ottobre 2017, ore 21), la giocoleria e le acrobazie di Alta Cultura del Duo Full House (27 ottobre 2017, ore 21), il mimo più amato di Francia Patrick Cottet-Moine con Mime de rien (3 novembre 2017, ore 21), le clownerie e il teatrodanza di Les clowns meurent comme les éléphants del Théâtre Crac (10 novembre 2017, ore 21), le clownerie di Paccottiglia del Circo Pacco (17 novembre 2017, ore 21), la danza hip hop dei Bakhus (24 novembre 2017, ore 21), il mimo Leandre Ribera e il suo Rien à dire (1 dicembre 2017, ore 21). Tutti spettacoli di contaminazione e abilità, con biglietto a 20 euro (18 euro, se possessori delle tessere Abbonamento Musei, Torino+Piemonte card e Torino+Piemonte Contemporary card, Opera Torinese del Murialdo), più i diritti di prevendita di 1,5 euro. A questi spettacoli, bisogna aggiungere le giornate di tango, che ci ricordano come questa sala sia stata la prima milonga torinese: il 19 novembre, il 3 dicembre e il 17 dicembre, e da gennaio 2018 ogni seconda e quarta domenica del mese, si potrà ballare, o ricevere le prime lezioni della celebre danza argentina con i maestri del Club Almagro (biglietto d'ingresso 8 euro).


Il cartellone teatrale è strettamente connesso anche alle attività didattiche dell'Opera Torinese del Murialdo, che ha voluto realizzare nel suo complesso il Polo degli Artigianelli, un polo culturale che coinvolge anche il Museo Ettore Fico e di cui Le Musichall fa parte. Nell'Opera, i ragazzi in condizioni disagiate apprendono un mestiere e costruiscono il loro futuro; la presenza del teatro sarà un'occasione per imparare professioni come quelle dell'elettricista, il tecnico delle luci e del suono e quelle necessarie dietro le quinte di uno spettacolo teatrale. È questo un punto a cui Arturo Brachetti sembra tenere molto, giustamente, visto che la rinascita di questa sala, dopo la fine del Teatro Juvarra, è stata fortemente voluta dall'Opera, coinvolgendo non solo il più celebre trasformista d'Europa (possiamo dirlo, dimenticando per una volta l'understatement torinese?), ma anche altre realtà torinesi come la Fondazione CRT e la Compagnia di San Paolo, che hanno finanziato i lavori.

Virtus, Ars Labor, i tre punti della filosofia educativa del Murialdo, del resto, sono chiari anche nella sala del Musichall: si leggono sia sugli affreschi del soffitto che nei trompe-l'oeil della galleria, dove è tutto un gioco di finto-non finto, che introduce già al trasformismo che piace a Brachetti.

Tutte le info sul teatro e sul suo cartellone, su www.lemusichall.com.


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