venerdì 20 ottobre 2017

Le donne di Giovanni Boldini seducono alla Reggia di Venaria

Alla Reggia di Venaria Reale per l'inaugurazione della mostra dedicata a Peter Lindbergh, ne ho approfittato per visitare altre esposizioni, che non avevo ancora visto. La prima nella lista è stata Giovanni Boldini, che ho iniziato a visitare senza particolari aspettative e invece.

Il percorso è cronologico e questo aiuta a seguire l'evoluzione di questo ferrarese dalla vita avventurosa, che lasciò presto la città natale per formarsi a Firenze e viaggiare poi tanto, prima di fermarsi definitivamente a Parigi; nato nel 1841 e morto nel 1931, la sua vita è una cavalcata nella giovane Italia unita e nelle sue inquietudini anche artistiche. I primi lavori con i macchiaioli, il grande ritratto di suo padre Antonio, che fu anche suo maestro, il cammino per arrivare alle dame parigine della Belle Epoque è lungo e la mostra di Venaria lo percorre tutto. Lo fa in modo intelligente, disseminando il percorso di oggetti d'epoca, dai salottini alle sculture, che introducono i quadri nel loro tempo: "Così, nella fluttuante densità delle sue pennellate, Boldini trasforma gli oggetti in sagome guizzanti come le silhouettes delle sue modelle, con la stessa sinuosità dei divani floreali di Louis Mejorelle, dove le eleganti signore del Tout Paris si adagiano morbidamente per farsi ritrarre dall'artista più in voga del momento" spiega uno dei pannelli informativi del percorso.


Quando si arriva alla stagione francese, la mostra seduce completamente, grazie anche all'uso dei filmati del cinema muto dell'epoca, con le sue Divine inafferrabili, da Francesca Bertini in poi. Ci si trova immersi in questo mondo di donne bellissime, sensuali e consapevoli, vestite con abiti e cappelli che si ammirano e invidiano anche oggi; la prima è la contessa di Rasty, seducente a letto, e poi tutte le altre, fino alle sale finali, in cui troneggiano i Ritratti di Franca Fiorio, di Mademosielle De Nemidoff, della Signora in bianco con ventagli. A chiamarle Divine è lo stesso Boldini, "per rimarcarne la femminilità seducente e la personalità magnetica, dove la bellezza non è solo puramente estetica, quanto piuttosto uno charme aristocratico da regine del jet set internazionale" spiega un altro pannello informativo (leggeteli tutti, hanno informazioni utili per capire l'artista e il suo tempo).


Sono ritratti di donne di ogni età, che raccontano una Parigi raffinata e mondana, popolata da donne aristocratiche ed eleganti, che guardano diritto negli occhi l'osservatore, che non temono gli sguardi, ma sanno mantenere il mistero della propria essenza. Colpiscono le pennellate di Boldini, che sono rapide e vibranti come la Parigi che lo ha sedotto, e che descrivono moda, inquietudini e volti in una sola opera. È tutto così diverso rispetto ai primi quadri e alle prime ricerche di stile, siamo davanti a un artista affermato, che ha trovato il proprio posto e che canta come pochi la bellezza femminile e il suo eterno mistero. Entrata senza particolari aspettative ne sono uscita sedotta. Non perdetevi Giovanni Boldini.


Giovanni Boldini è alla Reggia di Venaria Reale fino al 29 gennaio 2018. L'orario di apertura è martedì-venerdì ore 9-17, sabato, domenica e festivi ore 9-19.30. Il biglietto costa 14 euro, ridotto 12 euro, 8 euro per 6-20 anni, gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei (tutte le combinazioni di biglietti d'ingresso possibili, su www.lavenaria.it ). La mostra è stata organizzata dalla Reggia di Venaria Reale e da Arthemisia, con la collaborazione di Fondazione Arte Nova, che ha fornito l'ambientazione liberty, e del Museo Nazionale del Cinema e dell'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa-Centro Sperimentale Cinematografia, che hanno fornito i brani cinematografici degli anni 10. Tutte le info su www.lavenaria.it.


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