venerdì 29 dicembre 2017

Tutti i progetti intorno al Parco Dora: piste ciclabili, chiosco, tram 10 e... la Stazione Dora?

Il 2017 si conclude con l'annuncio di una serie di progetti che coinvolgono o sfiorano il Parco Dora, la grande incompiuta di Spina 3, dalle potenzialità non ancora sperimentate. In autunno è stata stombata la Dora: l'alta soletta di cemento armato, che copriva il fiume tra via Livorno e corso Principe Oddone, è stata eliminata, lasciando solo un segmento centrale, che servirà da passerella, per collegare le due rive del fiume. In primavera la riva settentrionale della Dora stombata, sarà sistemata a prato, con nuove piante e percorsi, alcuni dei quali ciclabili, non ancora resi noti.

Parco Dora Parco Dora

E le piste ciclabili sono una delle novità di fine anno. La Giunta Comunale ha infatti approvato il progetto definitivo che inserisce il Parco Dora nella Green Belt, la cintura verde che lo collegherà al Parco della Pellerina, non troppo distante (una mezz'ora scarsa di passeggiata a piedi, molto meno in bicicletta). Questa nuova pista avrà una lunghezza di circa 3 km, il 60% sarà su strada e il 40% sui viali interni dei parchi, partirà da via Nole, sul lato più occidentale del Parco Dora, attraverserà corso Potenza e scenderà su via Calabria, quindi si dividerà su due percorsi, uno seguirà l'ex canale della Ceronda, mentre l'altro, superando corso Regina Margherita, entrerà nel Parco della Pellerina, permettendo di continuare a seguire il corso della Dora. Il fiume del primo sviluppo industriale di Torino diventa così vero e proprio protagonista delle aree verdi di Torino Nord (non dimentichiamo il Parco Colletta, alla confluenza della Dora con il Po). L'assessore all'Ambiente del Comune di Torino Alberto Unia sottolinea come questa nuova pista ciclabile possa avere "una rilevanza su scala extraurbana", pensando a uno sviluppo "verso il parco della Mandria, Collegno, il Castello di Stupinigi, la ciclopista di corso Cincinnato (parco Sempione), che possa contribuire a realizzare un circuito naturalistico che superi la frammentarietà territoriale e porti alla ribalta il ruolo dei corsi d'acqua che attraversano la città e la sua area metropolitana". Obiettivi fascinosi che meritano il solito vedremo, nel senso di manterremo l'attenzione.

Un altro progetto davvero importante per la vivibilità del Parco Dora, e in fondo di tutte le aree verdi che saranno coinvolte, è l'inserimento dei chioschi, "punti di incontro e di socializzazione, che possono animare un parco, renderlo più accogliente e garantire, grazie alla sua presenza costante, un presidio per il controllo e la sicurezza del territorio", secondo quanto sottolinea il comunicato stampa del Comune di Torino. In questi ultimi giorni la Giunta Comunale ha approvato un bando per la concessione di 19 aree in cui sarà possibile installare un chiosco. I giardini e i parchi coinvolti sono, oltre al Parco Dora, il Giardino via Nitti, il Parco Pellerina (fronte ingresso Vigili del Fuoco - corso Regina Margherita) , il Giardino Marie (Madame) Curie (via Servais 200), il Giardino ex Venchi Unica (via Mila-via Arpino-via Fenoglio), il Parco via Calabria, il Parco Confluenza pressi piazza Sofia, il Parco Crescenzio, Piazza Chiaves, il Parco del Meisino, il Giardino Ex Rubbertex (corso Grosseto, via Ala di Stura, via Paolo Veronese, via Reiss Romoli), via Terni (Giardino Carmelo Gamuzza), la Cascina La Grangia (corso Unione Sovietica), il Giardino di via Como angolo corso Novara interno 78, la Passerella Franco Mellano angolo lungo Dora Siena, via Carcano angolo via Ragazzoni, i Giardini Clessidra lato di Corso Turati, i Giardini Lanzo lato via E. Stampini.

Per il Parco Dora sono previsti due chioschi, uno all'ingresso in via Nole, l'altro nell'area ex Vitali (entrambi nella parte occidentale del Parco. Cosa si chiede ai partecipanti al bando? Si chiede un progetto per l'occupazione di un'area non superiore ai 30 metri quadrati, in cui trovino posto, insieme al chiosco, un servizio igienico aperto al pubblico, accessibile anche ai disabili, e, elementi di qualità che verranno valutati, il wifi libero, un'area baby friendly, accessibilità ai disabili; non saranno permessi né la vendita di alcolici né l'uso di bicchieri di vetro. Due chioschi per il Parco Dora (un peccato aver dimenticato il versante di via Livorno, ma è un inizio) sono una bella novità, soprattutto per la bella stagione, quando le passeggiate nel Parco si concluderebbero volentieri con una bibita rinfrescante e quattro chiacchiere seduti a un tavolino. Un progetto che si spera si realizzi presto.

C'è infine un'altra novità che sfiora il Parco, ma è occasione di mobilità per il quartiere in cui è inserito. Su piazza Baldissera, su cui insiste il lato nord-orientale di questo polmone verde di Spina 3, torneranno i binari del 10: la Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo di Infratrasporti.To per la realizzazione dei 400 metri di binari tra via Cecchi e via Chiesa della Salute. Il 10, che collega Mirafiori Sud (corso Settembrini) con l'area di corso Grosseto (via Massari), è stato una delle principali linee tramviare cittadine fino al cantiere del passante ferroviario, che ha costretto a spezzare il suo percorso in due tronconi, quello settentrionale in autobus e quello meridionale, dal Rondò della Forca fino a Mirafiori, in tram. Adesso torna un percorso unico, con evidente risparmio di tempo per i suoi utenti e con maggiori possibilità di frequentazione del Parco Dora.

Tra tante belle notizie, un neo: la Stazione Dora sotterranea, lungo il passante ferroviario, che i progetti iniziali volevano già in funzione e di cui non si hanno più notizie. Il progetto originario voleva che fosse la stazione di passaggio per raggiungere l'aeroporto da Porta Susa, poi sappiamo com'è andata: il dislivello tra il passante e l'attuale Torino-Ceres non consentiva il collegamento; la realizzazione di un tunnel con scale mobili e tapis roulant tra la Stazione in superficie, su cui arrivano i treni da Ceres e dall'aeroporto, e quella sotterranea, sul Passante Ferroviario, è stata esclusa e si è deciso di realizzare un tunnel sotto corso Grosseto, che si inserisca nel Passante alla stazione Rebaudengo. I tempi saranno probabilmente biblici, come quelli che abbiamo visto per la realizzazione dello stesso Passante, del Parco Dora, il cui ritardo di realizzazione è ormai decennale, e della M1, non ancora conclusa a 10 anni dalla sua inaugurazione, ma la Stazione Dora sotterranea, la cui struttura principale è già stata realizzata (l'allestimento e le finiture sono a carico del Comune, secondo quanto si legge su www.otipiemonte.it), sarebbe un bel servizio per tutta l'area che insiste su Spina 3 e sulla nascente Spina 4, adesso costretta a raggiungere Porta Susa o Stazione Rebaudengo per entrare nel Sistema Ferroviario Metropolitano.


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