sabato 17 febbraio 2018

Maurizia Cabbia: con Shamur, il valore aggiunto del made in Italy nella maglia

A novembre, c'è stata a Torino la prima edizione di Talent House, uno spazio gentile e accogliente organizzato da Stefania Manfrè e Rossella De Palo, per presentare i marchi emergenti torinesi; da appassionata knitter non potevo rimanere indifferenze alle proposte di Shamur, il brand di Maurizia Cabbia, che esalta la maglieria e l'artigianato, grazie a disegni originali e filati dai colori naturali e rigorosamente made in Italy (spesso in Biella). Mi piace il nome del marchio, che evoca suggestioni esotiche, mi piace il lavoro di Maurizia, proporle un'intervista è stata la naturale conseguenza.

Shamur Maurizia Cabbia Shamur Primavera 2018
Maurizia Cabbia (sin) - Shamur per la primavera 2018 (des)

- Sei laureata in Architettura: il passaggio alla moda come è avvenuto?
Sono sempre stata appassionata di moda, da bambina creavo i vestitini delle bambole, una certa creatività, insomma, l'ho sempre avuta. Credo che poi Architettura mi abbia dato un metodo: mi ha insegnato a sviluppare il progetto, dall'idea allo svolgimento e alla sua fattibilità. Nella moda è la stessa cosa, tu hai un'idea e poi la devi strutturare, verificare quanto sia fattibile, renderla concreta e metterla a confronto con i canoni e le esigenze del mercato.

- Il lavoro vero e proprio nella moda quando è iniziato?
Dopo la laurea. Ho cominciato a viaggiare, sono stata in India e mi sono entusiasmata per i suoi colori e le sue stoffe; sono stata tante volte e ho iniziato a fare piccole cose per me o da vendere alle amiche, in un ambito molto piccolo. In questo modo, ho iniziato a fare le mie esperienze: la conoscenza delle stoffe, gli abbinamenti dei tessuti e dei colori, ma anche il sistema di produzione; ho iniziato a proporre progetti alle aziende italiane presenti in India, sono stata responsabile di prodotti dei campionari, mi sono creata una base di esperienze e di conoscenza del mercato che mi sono poi servite quando ho creato Shamur.

- Shamur, che ha un suono che evoca l'Oriente!
Vero? Mi piace molto anche per questo, ma in realtà è l'unione del nome del cane che avevo e che purtroppo non c'è più Sasha (Maurizia è una grande appassionata di cani, al nostro appuntamento è arrivata con la sua lupa, Atena, che è rimasta disciplinatamente al suo lato per tutto l'incontro) e il mio, Maurizia. È venuto fuori Shamur, che ha queste suggestioni orientali che anche tu hai notato. A chiudere il cerchio ho scoperto anche che in ebraico significa conservato. È un nome che mi identifica molto.

Shamur Primavera 2018 Shamur Primavera 2018
Dalla collezione Primavera 2018 di Shamur

- Perché i filati e la maglia?
Dopo aver viaggiato per tanti anni in India e aver lavorato tra India e Italia, ho deciso poi di fermarmi in Italia e ho iniziato a lavorare per una cooperativa sociale, che tra i suoi interessi aveva anche la moda; ho iniziato a lavorare come stilista con loro e a un certo punto mi hanno chiesto di realizzare qualche capo in maglia. Da lì, ho iniziato a cercare artigiani, maglieriste, fornitori, mi sono appassionata alla ricerca e al lavoro della maglia, che trasforma un filato in un capo d'abbigliamento. Mi piace molto valorizzare i nostri prodotti, non solo i filati, che compro a Biella, ma anche l'artigianato e i lavori che si stanno perdendo. Il valore aggiunto di Shamur è che è tutto fatto in Italia: collaboro con laboratori a Torino, nel Milanese e in Puglia, dove fanno anche le maglie fatte con i ferri, i ricami, tutto fatto a mano. Penso che il valore aggiunto, in un mercato così concorrenziale come quello della moda, oggi siano la qualità e la creatività.

- A proposito di creatività, cosa ti ispira?
La notte. Viaggio, passeggio, penso, ma è di notte che le idee prendono forma. Mi immagino i modelli, butto giù il disegno e poi le maglieriste provano a realizzarlo e a dare forma al modello che ho immaginato.

- Quando disegni a chi pensi? C'è una donna che hai in mente?
Sì, penso a un tipo di donna che sono io, di fatto uso spesso i capi che disegno per Shamur. Propongo uno stile chic-casual che mi rispecchia. Le mie creazioni vestono le donne di tutte le età, dai 40 in su, non faccio maglie per le ragazzine, che magari si rivolgono a Zara e compagnia. Disegno maglie importanti, oltre all'aspetto estetico valorizzo anche la qualità, che dev'essere capita e apprezzata, anche il prezzo è diverso e per questo mi rivolgo a una donna adulta, che sa scegliere e distinguere la qualità.

Shamur Primavera 2018 Shamur Primavera 2018
Dalla collezione Primavera 2018 di Shamur

- Come vestono le torinesi?
Le torinesi vestono bene, hanno stile, ma non osano. Arriva l'autunno e passiamo al nero, blu e grigio, mentre un tocco di colore è bello, dà luce, mette allegria.

- Dove ti piacerebbe vedere Shamur tra 10 anni?
La verità? Mi piacerebbe avere finalmente quella struttura di laboratori, web e tutto il necessario, che mi permetta di occuparmi solo della parte creativa. Per ora sono una piccola realtà artigianale, in cui gestisco tutto da sola, è difficile, è faticoso, mi piacerebbe avere una struttura più grande e spero di riuscire a costruirla, piano piano.

Shamur ha un sito web www.shamur.it, dove trovate l'elenco dei negozi torinesi e italiani in cui sono in vendita i capi del marchio, ed è anche su Facebook e su Instagram.


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