lunedì 12 marzo 2018

Casa Pomba: design contemporaneo e mobili d'epoca by Unduo

Il 9 e 10 giugno 2018 torna Open HouseTorino, che per un solo weekend apre spazi d'architettura generalmente chiusi al pubblico. È stata una delle grandi sorprese del 2017 torinese, visto il grande successo della sua prima edizione, il miglior esordio di sempre di questo format internazionale, presente in una quarantina di città di tutto il mondo. In attesa della seconda edizione, a cui si sta lavorando, vi propongo alcune delle architetture di Open House Torino 2017, raccontate dai progettisti o dai proprietari: alcune sono riuscita a visitarle in quel week end sorprendente di code ed entusiasmo, altre avrei voluto, ma tempo e code (che odio) sono stati tiranni. Ma bello non perderle di vista!

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo

Iniziamo questo percorso di avvicinamento a Open House Torino 2018 con Casa Pomba, uno degli appartamenti privati, che hanno svelato le diverse declinazioni del gusto torinese per il design. Si trova al fondo di un cortile e per accedervi si sale su una fascinosa scala a chiocciola elicoidale. È abitato da Serena, professionista della comunicazione e appassionata di architettura, è molto luminoso, misura circa 70 metri quadrati ed è stato arredato dai progettisti Angela Tomasello e Paolo Delponte di Unduo, studio di architettura e design, con la collaborazione di Andrea Zanero. "Casa Pomba ha una storia particolare, perché è una casa in affitto, con tutti i vincoli immaginabili sulle possibilità di intervento. Serena, la sua padrona, vi è arrivata dopo aver abitato in un'altra zona della città, in un altro appartamento che avevamo arredato noi. Così quando ha deciso di cambiare casa, è tornata chiedendoci di utilizzare alcuni pezzi della casa precedente. Casa Pomba porta i segni della sua casa precedente, insomma, ed è un amalgama di cose nostre recuperate da noi. Siamo stati praticamente i rigattieri di noi stessi" spiegano quasi all'unisono Angela e Paolo. Che raccontano anche come il rapporto con Serena, il continuo scambio di idee con lei, che "ha un profondo senso dell'abitare e le idee molto chiare di come vivere casa sua", sia stato uno degli elementi caratterizzanti della progettazione. "Serena ha concetti simili ai nostri sul modo di vivere, ama la sedimentazione storica delle cose, inserire in questi contesti cose contemporanee, sono concetti che corrispondono anche a quello che vorremmo noi. Lei ha partecipato attivamente al processo".

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo
Angela Tomasello e Paolo Del Ponte sulla scala elicoidale che porta a Casa Pomba

Tra gli elementi della casa precedente, "alcuni telai metallici, che sono stati modificati per adattarli a questo appartamento; poi il carrellino e i cassetti d'epoca, che avevamo appositamente modificato, tagliati e inseriti nelle mensole". La credenza ha una bella storia: "L'abbiamo trovata da un rigattiere, aveva un aspetto un po' shabby che non ci convinceva, così l'abbiamo ridipinta in modo minimal, grigio chiaro all'esterno e grigio scuro all'interno; la parte laterale ha una decorazione floreale, che abbiamo iniziato a carteggiare, poi è venuto fuori un effetto un po' consumato, che ci è piaciuto molto, abbiamo mandato una foto a Serena ed è piaciuto anche a lei. Così nel lato che si vede meno è rimasta la decorazione" E qui c'è un'osservazione di Paolo: "La credenza convive con i telai metallici, gli elementi di design, altrimenti sarebbe venuto fuori, in effetti, un effetto un po' shabby".

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo

I telai metallici, utilizzati come credenze aperte, hanno come ripiani piastrelle semplicemente appoggiate: "Non sono fissate perché così Serena può cambiarle tutte le volte che vuole. Ed essendo solo appoggiate, se si guardano da sotto si vede il cotto". Mentre nel ripiano più alto, sono collocate rovesciate, con il cotto verso l'alto, in modo che, alzando lo sguardo, si veda la piastrella. Su questi telai, la ricchissima collezione di tazze, bicchieri, piatti di Serena. "Ne ha tantissimi" commenta Angela "ed è uno dei pochi clienti che non hanno chiesto della polvere, lei capisce che se vuoi determinati effetti, ci sono sacrifici che devi fare ed è disponibile a spolverare di più".

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo

La lampada, che illumina la zona del tavolo, arriva dalla casa precedente di Serena ed è una Vertigo di Petite Friture: "Ha un effetto diverso rispetto all'altra casa, perché aveva i tetti più alti, ma avendo un orientamento orizzontale, per cui sta bene anche in una casa con i soffitti più bassi". L'altro elemento che caratterizza Casa Pomba è la carta da parati, presente solo nell'ingresso, scelta da Serena e con motivi in cui sono presenti scimmiette; ma sono stati i suoi colori a stabilire quelli del resto della casa, basati sugli ori, la carta da zucchero, i marroni. "Una carta bellissima, con effetti che cambiano secondo l'ora del giorno".

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo

Dietro un arredamento che mescola passato e presente c'è molto lavoro di ricerca: "Lavoriamo seguendo le nostre competenze" spiegano i due progettisti, che anche nella conversazione, inserendosi l'uno sull'altro, a completare un ricordo o un dettaglio, rivelano la loro complementarietà. Angela ha trovato Made a Mano, l'azienda siciliana che produce le piastrelle, utilizzate poi come ripiani dei telai metallici, Paolo ha scoperto il rigattiere dei cassetti. "In realtà la ricerca è continua, ogni volta che troviamo qualcosa di interessante la proponiamo all'altro, su questo come sugli altri progetti. Meglio non vedere il nostro whatsapp, tempestato di quello che vediamo, esempi di architetture, cose di design che possono ispirarci".

Casa Pomba di Unduo Casa Pomba di Unduo

Casa Pomba è stata una delle architetture aperte da Open House di maggiore successo in centro, con centinaia di visite in poche ore di apertura: "Open House porta con sé effetti collaterali su cui rifletti per giorni, sia per il progettista che per il proprietario della casa. Serena era un po' choccata, positivamente, per avere aperto casa sua, ne abbiamo poi parlato nei giorni successivi e ha commentato che è stata un'esperienza estrema, ma appagante, perché in un periodo in cui si ha paura dell'altro e del diverso, per lei è stato un bel modo di mettersi in gioco". Il bello di Open House, secondo Angela e Paolo, è che "si parla poi di architettura per giorni in città". "Io non mi ricordo un evento di questa portata aperto al grande pubblico, c'è anche questa formula di successo, l'architettura abbinata alla curiosità per la vita degli altri, che indubbiamente intriga sempre ed è una bella idea" commenta Paolo.

Le fotografie sono di PEPE fotografia (www.pepefotografia.it); info e altre immagini su Casa Pomba su www.unduo.it.



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