mercoledì 7 marzo 2018

Maria Vittoria Francesca, l'intrigante figlia illegittima di Vittorio Amedeo II

La storia ufficiale tende a dimenticare le donne, preoccupata soprattutto delle imprese di principi e re. Del resto, quale era la funzione delle donne? Procreare e cercare di vivere a sufficienza per vedere il proprio figlio sul trono. Poi ci sono state donne più o meno fortunate (dipende dai punti di vista), che sono riuscite a esercitare il potere in proprio, seppure nel nome dei propri figli, basti pensare alle Madame Reali del Ducato di Savoia. Il destino delle principesse, se non erano maritabili, era quasi sempre il convento, spesso luogo di destinazione anche delle figlie bastarde di principi e sovrani. Tra le donne che hanno evitato questo triste destino, Maria Vittoria Francesca di Savoia, una delle figlie di Vittorio Amedeo II e della sua amante più amata, Jeanne Baptiste d'Albert de Luynes, moglie del conte di Verrua.

Principessa Maria Vittoria Francesca di Savoia Principessa Maria Vittoria Francesca di Savoia
I ritratti di Maria Vittoria Francesca, da Wikipedia

Fu la prima figlia nata, nel 1690, dalla relazione adultera dell'allora Duca di Savoia e il padre ebbe per lei una predilezione speciale, per tutta la vita. Un rapporto, quello tra padre e figlia, rafforzato dalla fuga di Jeanne in Francia. Stanca delle scenate e della gelosia dell'amante, arrivato a chiuderla in casa per impedirle di vedere altre persone, Jeanne organizzò il suo ritorno in Francia, grazie alla complicità del fratello. E, una volta tornata a Parigi, riprese la sua vita sociale alla corte di Luigi XIV, con il beneplacito finale di Vittorio Amedeo, che per quella donna bella e libera doveva sentire anche una certa ammirazione. Per scappare da Torino, Jeanne lasciò anche i figli nati dal legame con il Duca e fu lui a prendersi cura della loro educazione, senza abbandonarli al loro destino.

Per Maria Vittoria, giunta in età da marito, Vittorio Amedeo organizzò un matrimonio da principessa, sposandola, nel 1714, a Vittorio Amedeo di Savoia-Carignano, appartenente al ramo cadetto che avrebbe poi regnato sul Regno di Sardegna da Carlo Alberto in poi. I re d'Italia, dunque, portano anche il sangue di questa donna libera e avventurosa. Per lei ci furono anche il titolo di Marchesa di Susa e un appannaggio di 400mila livre annuali, che avrebbero dovuto metterla al riparo dalla tendenza allo sperpero del marito. Furono infatti i continui debiti a caratterizzare la vita della coppia e a costringerla a ricorrere a mille sotterfugi per evitare la bancarotta. Solo quattro anni dopo il matrimonio, Maria Vittoria e il marito dovettero fuggire in Francia, prima lui e poi lei. Arrivarono a Parigi e lì si fecero subito notare per i progetti grandiosi di Vittorio Amedeo, che volle portare le sue scenografie e il suo teatro nella capitale francese. Il progetto non funzionò, ma la coppia non smise di attirare l'attenzione dei parigini. Il Principe fu nominato Intendant des Ménus Plaisirs dal reggente Philippe II d'Orleans e la coppia si trasferì all'Hôtel de Soissons, considerato eredità di famiglia; qui divenne famosa per lo stile di vita non proprio regale, tra giochi d'azzardo e libere relazioni.

La principessa diede libero sfogo all'inclinazione per l'intrigo e per il gossip, divenne amica (amante?) del Duca di Borbone Louis-Henri, che fu primo ministro del giovanissimo Luigi XV, e del Cardinale Fleury, che era il suo precettore. Sarebbe andato tutto bene se Maria Vittoria Francesca, sempre per la passione per l'intrigo, e anche per affetto filiale, non avesse l'abitudine di riferire tutti i segreti che scopriva a Parigi al padre. Così gli raccontò dei tesissimi rapporti della coppia reale e dei tentativi di assicurarsi l'influenza sul sovrano non solo da parte della regina, ma anche del Duca di Borbone e del Cardinale Fleury. La principessa sabauda fu parte attiva negli intrighi di corte, non riuscendo mai ad avere l'amicizia di Maria, la regina di Francia, e sostenendo il Duca di Borbone, fino allo scontro finale con Fleury, vinto da quest'ultimo, nuovo Primo Ministro del Re. Però le forti amicizie intessute a corte e il suo atteggiamento brillante, le permisero di sopravvivere sempre ai continui fallimenti e debiti del marito Vittorio Amedeo.

Alla morte del principe, nel 1741, 50enne e sempre attivissima, Maria Vittoria Francesca iniziò una fase della vita più tranquilla, con i figli ormai sposati: Luigi Vittorio a Cristina Enrichetta d'Assia-Rotenburg, Anna Teresa a Carlo di Rohan, principe di Soubise. Rimasta a Parigi, vi morì nel 1766. Sua nipote Maria Teresa Ludovica, figlia di Luigi Vittorio, fu intima amica della regina Maria Antonietta di Francia: è passata alla storia come Principessa di Lamballe e per la tragica fine che i rivoluzionari le riservarono, oltraggiando il suo corpo, solo per essere amica della regina austriaca. Ci sono tante storie di donne, nelle pieghe della Storia.


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