domenica 3 giugno 2018

Sulla torre guariniana del Castello di Racconigi (CN), con Reali Sensi

Reali Sensi è un bel progetto, che invita a scoprire le Residenze Sabaude secondo i cinque sensi, valorizzando ogni volta percorsi diversi. Tutti meritano attenzione, perché scoprono chiavi di lettura diverse, e io mi sono lasciata affascinare dalla vista. Anche perché la promessa del Castello di Racconigi (CN) era piuttosto irresistibile: salire su, alla torre guariniana, per osservare da vicino le cicogne, che hanno vistosi nidi sui grandi vasi decorativi del tetto e che dominano il cielo di Racconigi con i loro voli calmi e silenziosi.

Castello di Racconigi Castello di Racconigi

Così lo scorso sabato vado a Racconigi. E il viaggio inizia male: alla Stazione di Porta Susa, scopro che c'è sciopero fino alle ore 14, così, dopo una corsa cancellata e lunghe attese, i progetti vanno a farsi benedire e arrivo a Racconigi in tempo per pranzo. Una bella insalata vegetariana, con mini porzioni di verdure arrostite, cus cus, bruschetta al pomodoro e delizioso flan di verdure (non sono vegetariana, è stato casuale e piacevole), e un buon gelato con panna nel bar Carlo Alberto, giusto davanti al Castello, e si entra nel Parco. C'è il tempo di scoprire che il giardino delle peonie è fiorito e regala sempre un'ombra deliziosa, nel primo caldo di maggio, poi una passeggiata lungo il primo anello del Parco, tra alberi frondosi e scorci del Castello, che danno idea della direzione da mantenere.

Castello di Racconigi Castello di Racconigi

Ed è finalmente tempo di Orizzonti, la visita dei Reali Sensi. E qui la prima cosa da chiarire, che io ho scoperto in loco. Orizzonti non è una visita al Castello più salita alla torre guariniana, ma è 'solo' la salita alla torre. Attraverso scale di servizio si sale fino al sottotetto e si scopre il Castello che gli ospiti aristocratici dei Savoia non vedevano mai. Oltre ai piani nobili, in cui si muovevano i principi e i loro amici, anche gli ammezzati, in cui viveva il personale di servizio o si conservavano suppellettili necessarie nel lavoro quotidiano. C'è anche una parte del Castello organizzata come una sorta di albergo di lusso, con piccole suite dotate di salottini e camere da letto e con porte d'ingresso che portavano i nomi degli ospiti temporanei al posto dei numeri, in modo che il personale sapesse sempre in che camera stava entrando e il tipo di servizio che doveva assicurare. Un corridoio è anche una piccola e polverosa pinacoteca, con grandi tele portate da Torino, dopo l'incendio della manica tra Palazzo Reale e Palazzo Madama, che Carlo Emanuele I volle come una lunga Galleria d'arte; in questo corridoio si capiscono le enormi spese di manutenzione e la grande passione che si deve avere al conservare tanti reperti preziosi.

Poi c'è una scala a chiocciola, che porta su, fino al sottotetto, ed è l'unica scala del Castello che arriva dal primo piano fino all'ultimo, come non facevano le scale a disposizione dei principi e dei loro ospiti, il che può essere letto in due modi: il servizio doveva essere invisibile, non doveva 'rovinare' l'immagine di una vita comoda e aristocratica, ma, allo stesso tempo, era il vero padrone del Castello, perché sapeva muoversi con agilità e abilità in percorsi sconosciuti ai principi e in grado di arrivare ovunque.

Castello di Racconigi Castello di Racconigi

Si arriva finalmente sul balcone della torre guariniana e si domina il territorio: da un lato il Parco del Castello, con l'orizzonte chiuso dalla collina di Torino (nelle giornate più limpide magari si vede il Castello di Moncalieri, con il dialogo possibile tra le due Residenze Sabaude), dall'altro il grande viale che arriva da Sud e che è chiuso proprio dal Castello. Tutt'intorno, Racconigi, nella sua estensione, con i suoi palazzi e i suoi santuari, e a chiudere l'orizzonte le Alpi e il Monviso. Non sono stata fortunata: sabato scorso è iniziato con il sole, ma con le Alpi nascoste, e quando sono salita sulla torre una grande nuvola nera faceva intuire la pioggia che avrei incontrato a Porta Susa, di nuovo a Torino. Però, anche solo a immaginare le Alpi da Sud a Nord, passando per il Monviso, dà un'idea delle meraviglie che si possono vedere in una giornata limpida. Tornata a terra, un fresco e buon aperitivo (analcolico!), di nuovo al Carlo Alberto, con vista Castello, ed è stato tempo di rientrare a Torino (a sciopero terminato e puntualissimo treno del SFM).

Castello di Racconigi Castello di Racconigi

Non so se il prossimo anno o in autunno torneranno i Reali Sensi, con nuovi appuntamenti di Orizzonti. Dovessero tornare, non perdetevi la salita alla torre guariniana, ricordandovi però che la visita vera e propria al Castello, ai suoi salone e alle sue mostre temporanee, non è compresa nel percorso. Per tutte le informazioni sui Reali Sensi, il sito è www.residenzereali.it


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