domenica 3 giugno 2018

Un pomeriggio a Chieri (TO), tra chiese e atmosfere medievali

Una decisione non programmata, presa nei pressi di Porta Susa: perché non passare il pomeriggio a Chieri e vedere finalmente dal vivo Di Freisa in Freisa? Da Torino si arriva a Chieri comodamente in treno, grazie alla linea 1 del Sistema Ferroviario Metropolitano, che passa ogni ora tra Torino Stura e Lingotto e in meno di mezz'ora porta al piccolo capoluogo dell'altro lato della collina.

Poi, una volta arrivati a Chieri, meglio essere armati di cartina o del buon Google Maps, per capire quale direzione prendere (vanno bene la strada davanti alla stazione, corso Cibrario, e quella a sinistra, via Roma). In pochi minuti di passeggiata si arriva nel centro storico, senza aver incontrato l'ombra di un'indicazione, ma non importa. Il campanile medievale del Duomo, in laterizi, indica la direzione e quando si arriva finalmente davanti alla sua facciata si rimane incantati: la chiesa di Santa Maria della Scala ha una facciata di mattoni, con una grandiosa ghimberga in pietra che enfatizza il portone; all'interno è gotico piemontese bicolore, con le volte di cieli azzurri e stellati; poi ci sono gli affreschi medievali dell'altare, i contributi barocchi sul transetto, le tele rinascimentali, un vero e proprio compendio della storia dell'arte piemontese in un solo edificio; lo spazio più magico, però, è il Battistero, che si apre sulla navata di destra, con la pianta ottagonale, le pareti di laterizi a vista e, soprattutto, la luce, che scende dalle vetrate colorate e aggiunge un che di coinvolgente spiritualità.

Duomo di Chieri Duomo di Chieri

Piazza del Duomo ha casette basse di varie epoche e di vari stili e introduce allo stile del centro. Nelle stradine che portano all'Arco Trionfale, si alternano casette basse, ora di epoca moderna ora di gusto medievale, con gli archi acuti in laterizio, con i cortili sorprendenti, verdi e ordinati. L'atmosfera sa di provincia tranquilla, benestante, elegante: i negozi, aperti per Di Freisa in Freisa anche in un giorno di festa come il 2 giugno, non appartengono alle grandi catene internazionali (grazie, Chieri!), ma lasciano intuire il gusto locale, in abbigliamento, arredamento, divertimento. Tanti i bar e le gelaterie aperte, che fanno sentire di più l'estate e il caldo appena scoppiato, la voglia di uscire e di stare insieme. Lungo la via Vittorio Emanuele II, c'è la chiesa di San Filippo Neri, con una fastosa facciata barocca, ritmata da colonne corinzie e da curve che ricordano la lezione di Palazzo Carignano, a Torino; è chiusa, come lo sono la maggior parte delle chiese di Chieri (ed è un peccato non approfittare di un'occasione come Di Freisa in Freisa per far conoscere anche il patrimonio artistico cittadino); al fondo della via, chiusa anche la chiesa di San Domenico, che ha un campanile medievale e di nuovo facciata di laterizi a vista.

via Vittorio Emanuele II a Chieri chiesa di San Domenico a Chieri

Sull'altro lato di via Vittorio Emanuele II, si arriva in piazza Cavour , che è dominata dalla chiesa dei Santi Bernardino e Rocco, con una facciata barocca e colorata (intonavo giallo e colonne rosse!) e una pianta centrale fresca e accogliente, con una grande cupola). In piazza, si entra nel clima di Di Freisa in Freisa, che coinvolge anche chi è astemio o quasi, come me: tra piazza Cavour, il chiostro di Sant'Antonio, via Vittorio Emanuele II e via Orfane, tante proposte di street food, da ogni parte d'Italia, di aziende vinicole, con le diverse declinazioni del Freisa (nel portico del chiostro, gli stand delle aziende colpiscono anche per l'eleganza delle confezioni preparate per chi acquista), tante proposte di produzioni alimentari, dai mieli ai biscotti di tutte le farine, dai salumi ai formaggi non solo piemontesi; non mancano i visitatori forniti del kit per le degustazioni di Freisa e sono di ogni età (giovanissimi esclusi, naturalmente). Avendo origini sarde, per parte di papà, mi basta vedere una bandiera con i Quattro Mori per sentire subito il cuore emozionarsi (mai vista una bandiera regionale sventolata con tanto orgoglio, come in Sardegna); così allo stand che la sventolava ho comprato una crema a base di pecorino, con una versione piccante, niente male sul pane carasau, ricordo emozionante della mia prima gioventù (gli zii che lo portavano, insieme ai miei prediletti candelaus, tutte le volte che venivano a Torino, le provviste che facevamo, tutte le volte che dalla Sardegna tornavamo a Torino).

Chieri Chieri

Oltre a essere capitale del Freisa, Chieri è anche città del tessile: la tessitura è un sapere che ha garantito lavoro e benessere per secoli, ancor adesso ci sono numerose aziende che esportano anche all'estero e c'è un museo, il Museo del Tessile, che racconta quell'epopea. Ma il tempo a disposizione è finito presto e la visita al Museo, insieme a quella alle chiese chiuse, è ottima ragione per tornare presto a Chieri.


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