venerdì 3 aprile 2015

Carlo Promis e Theodor Mommsen, cacciatori di pietre alla Biblioteca Reale

C'è una piccola e preziosa mostra, alla Biblioteca Reale di Torino, bella come tutte le mostre che lì sono ospitate. Si intitola Carlo Promis e Theodor Mommsen, Cacciatori di pietre fra Torino e Berlino ed è un piccolo grande omaggio a due delle più importanti figure della storia dell'arte italiana. Carlo Promis e Theodor Mommsen sono nomi ricorrenti e familiari per chi ha studiato, o studia, Architettura o Storia dell'Arte: il primo è stato un importante architetto dell'Ottocento torinese e un appassionato studioso dell'architettura piemontese (quante volte l'avrò incontrato, nelle ricerche sull'architettura militare del XVI secolo!); il secondo è uno degli studiosi più insigni della storia e della cultura romana, punto di riferimento essenziale per chiunque si avvicini agli studi classici (anche lui incontrato tante volte, negli anni universitari, quando era necessario masticare un po' di tedesco per avvicinarsi ai testi di storia dell'architettura romana, da sempre patrimonio degli intellettuali germanici).


Cos'avevano in comune l'architetto piemontese e lo studioso tedesco? Lo spiega la mostra. Entrambi erano appassionati di epigrafia, le iscrizioni che oggi rendono possibile conoscere abitudini e costumi romani e che erano ovviamente essenziali nel lavoro di storico del tedesco. Mommsen raggiungeva il Piemonte e l'amico Promis per setacciare insieme a lui le campagne e le collezioni private, per scoprire nuove epigrafi. Il risultato di tanto lavoro e delle strette relazioni professionali tra i due è un volume del monumentale Corpus Inscriptionum Latinarum di Mommsen, la più grande raccolta di epigrafi romane mai realizzata, dedicata alle epigrafi del Piemonte. "Mommsen aveva una grande ammirazione per Torino: la definiva 'la capitale degli studi seri' e ne lodava le biblioteche, gli archivi, i musei, l'Accademia delle Scienze. Grazie a Mommsen, Torino fu proiettata in una dimensione europea che ne fece davvero una capitale culturale capace di confrontarsi con altre; la cultura intesa come riscoperta della proprie origini antiche e ricostruzione di un passato lontano fu uno strumento per acquisire e rafforzare anche un percorso di unificazione politica" spiega il comunicato stampa della mostra. La Biblioteca espone anche un'eccezionale collezione di epigrafi cristiane, l'iscrizione di un soldato britanno, per la prima volta a Torino, e altre lapidi del Museo di Antichità, che furono al centro dell'attenzione di Mommsen e di Promis.

Con Promis e Mommsen, insieme alla Biblioteca Reale, ritorna, ancora una volta, il legame tra Torino e la Germania, che quest'anno è particolarmente celebrato dalla rassegna Torino incontra Berlino e dal Salone del Libro, di cui la Germania è Paese ospite.

Carlo Promis e Theodor Mommsen, Cacciatori di pietre fra Torino e Berlino, curata da Silvia Giorcelli Bersani dell’Università di Torino, è alla Biblioteca Reale, in piazza Castello 191, fino al 26 giugno 2015. Gli orari di apertura sono da lunedì a venerdì dalle 8.15 alle 18.45, sabato dalle 8.15 alle 13.45. L'ingresso è libero.


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