lunedì 6 aprile 2015

La Borgata Tesso rinasce tra melting pot e street art

Alle spalle di Stazione Dora, tra corso Mortara e via Stradella, c'è un reticolo di vie di una Torino antica e preziosa, chiamata Borgata Tesso. E' un reticolo che appartiene a quella che fu la Borgata di Lanzo, costruita appena fuori la cinta daziaria della strada di Lanzo (l'attuale via Stradella). A caratterizzare questa piccola borgata ci furono anche la costruzione della Torino-Ceres, che nel 1866 creò una sorta di trincerone nel quartiere, e l'apertura del canale Ceronda, che, nel 1869, favorì l'arrivo di piccole industrie e delle conseguenti case operaie. Nel corso dei decenni, la presenza della vicina Dora favorì l'insediamento dell'industria pesante nell'area, basti pensare ai grandi stabilimenti della Michelin o della Fiat, poi, con l'abbandono degli stabilimenti e la realizzazione di Spina 3, con il Parco Dora e i nuovi quartieri residenziali, Borgata Tesso è rimasta come una piccola e preziosa testimonianza di una Torino novecentesca e operaia, con edifici di una certa dignità architettonica e un melting pot tutto da gestire.


Dal 2009, c'è stata un'opera di riqualificazione della Borgata, nell'ambito dei Piani Integrati per lo Sviluppo Locale, il cui scopo è stato quello di 'ricucire' le zone rimaste tradizionalmente separate, a causa dei trinceroni ferroviari o delle grandi industrie, ai quartieri soggetti alle grandi trasformazioni, come Spina 3 o Spina 4. Per la Borgata Tesso è stato realizzato un progetto per la risistemazione del suolo pubblico, in modo da ridurre il traffico e valorizzare lo spazio urbano per i cittadini. Corso Brin, l'asse principale del quartiere, è stato dotato di un'isola spartitraffico, con una nuova illuminazione pubblica. Via Gachino è stata ripavimentata, i suoi incroci sono stati rialzati, in modo da garantire una maggiore sicurezza ai pedoni, il tracciato stradale è stato realizzato con cubetti di porfido, che riportano indietro nel tempo e appaiono in linea con l'architettura fascinosamente antica degli edifici; il suo lato orientale è stato arricchito di un'area verde, con doppio filare di alberi, panchine e spazio gioco per i bambini, diventata uno dei punti d'incontro per i residenti.


A questo progetto urbanistico-architettonico è stato affiancato un progetto economico-sociale. Nel 2008 FaciliTo ha favorito l'insediamento di nuove attività nell'area e ha sostenuto quelle già esistenti, attraverso finanziamenti a tasso agevolato e, in parte, a fondo perduto; ci sono state consulenze per lo sviluppo dell'attività e per il reperimento di locali nell'area. 49 imprese hanno usufruito del servizio di consulenza, 23 sono state incubate, dopo la valutazione del progetto di investimento e, infine, 14 hanno presentato domanda di finanziamento e hanno ottenuto i contributi economici. Sono così nate panetterie, gastronomie e locali di tradizione non solo italiana, accanto a pasticcerie, ristoranti e studi professionali che si rifanno alla cultura delle regioni italiane.


Nel 2008 è stata costituita l'Associazione Tesso, i cui obiettivi principali sono migliorare le capacità attrattive del quartiere, attraverso una mappa delle attività commerciali e delle risorse professionali presenti, favorire la conoscenza e l'integrazione tra gli abitanti del quartiere e, quindi, svegliare orgoglio e senso di appartenenza. Non è cosa facile, anche perché, come spiega la presidente dell'Associazione Simona Vlaic, un architetto che con la collega Emanuela Guarino ha portato qui il proprio studio, il melting pot è piuttosto curioso. Un terzo dei residenti è immigrato da altri Paesi, i giovani e le famiglie giovani sono in larga parte di origine straniera, marocchini e romeni in primis, gli anziani sono italiani di origine meridionale, gli operai degli anni 50, che hanno visto i propri figli spostarsi in altri quartieri e che però non hanno abbandonato le case in cui hanno passato tutta una vita. Come mettere insieme persone che condividono proprio solo i palazzi in cui vivono, ma che hanno lingue, religioni e stili di vita diversi? Una delle proposte principali è l'organizzazione di eventi periodici come feste di via, mercatini, spettacoli, notti bianche, che favoriscano la valorizzazione dell'interculturalità, trasformandola in elemento di forza e di identità della Borgata.

Partecipa agli sforzi di valorizzazione del territorio anche l'arte, che si vede un po' ovunque, persino nei cassettoni dell'immondizia, ridipinti in modo creativo lungo via Giachino. In pochi anni Borgata Tesso si è arricchita di quattro murales, due in via Salvini, uno, all'ingresso del Caffè Neruda, raffigurante Nelson Mandela, e uno, forse il più famoso della Borgata, all'angolo tra corso Brin e via Giachino, raffigurante un piccione e realizzato grazie alla Fondazione Contrada Torino. La vocazione prossima ventura di Borgata Tesso potrebbe essere quella di galleria d'arte a cielo aperto, come in fondo è già la zona Campidoglio, poco più a sud? L'11 e 12 aprile, durante la festa per il primo anniversario degli Street Art Tour Torino (del tour classico e di quello in Parco Dora e Borgata Tesso si è già parlato su Rotta su Torino), verranno realizzati altri sei murales, sparsi sui muri ciechi di via Giachino e via Cambiano. Sarà un'occasione per tornare a parlare di questa piccola Borgata di strade tranquille, architetture basse e colorate, residenti in cerca di un'identità e una storia in comune.


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