venerdì 16 dicembre 2016

Le meraviglie del mondo di Carlo Emanuele I, imperdibili ai Musei Reali

Le meraviglie del mondo – Le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia è la prima grande mostra organizzata dai Musei appartenenti ai Musei Reali di Torino (Museo d'Antichità, Galleria Sabauda, Palazzo Reale, Armeria Reale, Biblioteca Reale). E non solo, è la prima grande mostra che valorizza le collezioni dei Musei Reali e i rapporti stabiliti con altre istituzioni culturali del nostro continente, raggiungendo quel respiro europeo che sarebbe molto piaciuto a Carlo Emanuele I, il primo duca a vagheggiare Torino come una grande capitale europea.


Figlio del Duca Emanuele Filiberto, uno dei più grandi condottieri del Cinquecento, e della principessa Margherita di Valois, una delle donne più colte e raffinate del suo tempo, Carlo Emanuele fu figlio unico, arrivato quando nessuno lo aspettava più (sua madre aveva 39 anni quando lo diede alla luce); dal padre prese lo spirito guerriero e l'inclinazione per le arti, dalla madre l'enorme passione per la cultura e per il sapere, la sintesi che fece dei due mondi di provenienza fu una grande ambizione per il suo Ducato, che cercò di ampliare con rivendicazioni e pretese, un'infinita curiosità, che lo spinse ad allacciare rapporti personali con i sovrani più colti del suo tempo, a cominciare da Rodolfo II di Boemia, per scambi di libri, novità e saperi, e l'idea di trasformazione di Torino in nuova capitale attraverso l'arte e la cultura. Con tutte le differenze del caso, si potrebbe dire che il principe sabaudo fu in anticipo di qualche secolo: in fondo la Torino contemporanea sta costruendo il suo futuro anche attraverso la cultura e l'arte, così come lui aveva vagheggiato.


Da uomo ambizioso, curioso e mai sazio di sapere, Carlo Emanuele I fu un appassionato collezionista di libri, di statue antiche, di quadri, di arazzi, quasi a voler creare una specie di compendio del mondo conosciuto; le opere raccolte erano esposte nella Galleria Grande, la manica oggi perduta che univa il Palazzo Reale a Palazzo Madama e che doveva essere davvero spettacolare, con questa straordinaria raccolta d'arte e di storia. Si parla di oltre 800 dipinti e 14mila volumi conservati negli armadi delle sue residenze, di arazzi e gioielli preziosi, di armature e di busti romani: a Torino, Carlo Emanuele I aveva raccolto tutto quello che poteva immaginare un uomo di cultura del Cinquecento. E parte della sua immensa collezione rivive in questa mostra, divisa tra la Galleria Sabauda e la Biblioteca Reale.

Per passione e per lavoro mi è capitato di vedere molte mostre, ne ho consigliate tante, ma poche volte ho pensato che sarei tornata a rivedere una mostra di nuovo: questa è una delle poche volte che è capitato. Voglio tornare nella Galleria Sabauda senza la folla delle conferenze stampa, per godermi il corridoio del secondo piano, che vuole riprodurre quello che doveva essere la straordinaria Galleria Grande, con la sua sequenza di busti e di statue antiche e che dà immediatamente l'idea di una grande parata di storia e di cultura; voglio tornare a vedere i quadri grandiosi commissionati da Carlo Emanuele, o da lui acquistati, a cominciare da quelli firmati da Paolo Veronese; soprattutto, voglio fermarmi il tempo necessario davanti alle armature finemente decorate, raffinatissime, appartenute al Duca sabaudo, che fu guerriero e poeta. E, vista la mostra in Galleria Sabauda, non si può perdere il contributo della Biblioteca Reale: decine di disegni di animali degli abissi e di piante esotiche, perché il Nuovo Mondo stava penetrando nel Vecchio Continente non solo con le sue ricchezze metallifere, ma anche con fauna e flora mai viste. Le raccolte dei disegni di Carlo Emanuele sono tra le più preziose in Europa e incuriosiscono ancora oggi, per la precisione dei tratti e per l'immaginario cinquecentesco che svelano.


Da una simile mostra, così curata e ambiziosa, emerge il ritratto di un uomo appassionato e passionale, curioso e raffinato, attento alla propria gloria, a quella della propria dinastia e di Dio, un uomo che ha regnato per 50 anni sul suo Ducato con risultati controversi e che ha lasciato un'eredità culturale di cui Torino continua a essere figlia. Quando vi dicono che i Savoia furono una dinastia militare non troppo colta né molto interessata al sapere, lasciate perdere e venite a Torino: perdetevi in una mostra come Le meraviglie del mondo e poi dite se Carlo Emanuele I e il suo mondo non vi sono entrati nel cuore.


La mostra è stata realizzata con il contributo della Compagnia di San Paolo e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. E sarebbe un peccato non approfittare dei vari appuntamenti che intorno ad essa sono stati preparati, a cominciare dalle visite guidate di approfondimento (18 e 28 dicembre, 6, 8, 15, 22, 29 gennaio, 12, 19, 26 febbraio, 12, 19, 26 marzo, ore 16, comprese nel biglietto d'ingresso, info e prenotazioni pr-to.info@beniculturali.it). Al Castello di Rivoli, dove Carlo Emanuele nacque, il 12 gennaio 1562, e che iniziò a rinnovare, le visite guidate gratuite della domenica e dei festivi, saranno dedicate in particolar modo al Duca: "un percorso storico volto a mettere in evidenza una fase della nostra storia poco conosciuta, ma preziosa" spiegano dal Museo.

Le meraviglie del mondo – Le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia sarà aperta al pubblico fino al 2 aprile 2017 [AGGIORNAMENTO prorogata fino al 7 maggio 2017], alla Galleria Sabauda e alla Biblioteca Reale di Torino. La visita alla mostra è inclusa nel prezzo del biglietto dei Musei Reali (intero 12 euro, ridotto 6 euro per 18-25 anni, gratuito per under 18, possessori tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card); fa eccezione il 1° gennaio 2017, quando l'ingresso alla mostra costerà 10 euro. L'orario di apertura segue quello dei Musei Reali: mar-dom ore 9-19; 24 e 31 dicembre, chiusura ore 14; i Musei Reali saranno chiusi a Natale e aperti a Capodanno, con orario 11-19.


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