lunedì 20 marzo 2017

Un Museo della Tecnica al Palazzo del Lavoro: un polo culturale a Sud?

La Torino immaginata dalla nuova Giunta Comunale inizia a prendere forma. Molti sì ai progetti avviati nel passato, anche se non senza dolore, come nel caso dell'area ex Westinghouse, qualche confusione sui progetti infrastrutturali, a cominciare dalla M2, qualche cambiamento di fascino, come quello appena immaginato dal vicesindaco Guido Montanari per il Palazzo del Lavoro.


Capolavoro di Pier Luigi Nerviil Palazzo del Lavoro, primo edificio torinese per chi arriva da Sud, è una delle strutture ereditate da Italia 61, a cui Torino non ha mai saputo assegnare un ruolo dignitoso, all'altezza del suo fascino architettonico. Sotto i fascinosi pilastri di Nervi, con i capitelli che diventano una grande raggiera è stato immaginato di tutto, da un Museo dell'Aviazione a un Sony Center berlinese in versione sabauda, fino all'inevitabile centro commerciale, che sembrava essere la destinazione definitiva, associata al sottopassaggio di corso Unità d'Italia, che avrebbe snellito il traffico d'ingresso e di uscita da Torino. All'idea di un altro centro commerciale, a poche centinaia di metri dall'8 Gallery del Lingotto, si era fieramente opposto il Movimento 5 Stelle, che, arrivato al Governo della Città, ha rivisto parzialmente la propria contrarietà.

Guido Montanari non rinnega più una shopville, sotto quella magnifica volta, ma le offre una valenza 'culturale' affiancandola a un Museo legato alla storia industriale della città, un Museo della Tecnica. Vi troveranno posto alcuni dei reperti conservati al Politecnico e nell'Archivio Scientifico dell'Università di Torino, che sta lasciando l'ex Manifattura Tabacchi. Come sottolineava la Repubblica qualche giorno fa, "in questo modo il Comune risolverebbe con una mossa due intricate questioni: da un lato lo smembramento del Centro museo e documentazione storica del Politecnico, causato dal venir meno della sede di via Cavalli e il rischio di chiusura dell’Archivio scientifico e tecnologico dell'Università che dovrà lasciare l’ex Manifattura Tabacchi". Il Museo occuperebbe circa 4mila metri quadrati, che non sono tantissimi, nella grande struttura di Nervi, ma sono utili a dare un'idea di quello che Torino ha rappresentato nella storia industriale del nostro Paese.

Intorno al Museo, ancora tutto da immaginare, sorgerebbero il centro commerciale, a cui Montanari si era fieramente opposto e che, promette adesso, avrà molte "migliorie". L'idea del vicesindaco è infatti mitigare l'impatto della sua realizzazione con la salvaguardia degli alberi intorno al Palazzo del Lavoro. Sono ancora solo idee e vagheggiamenti, non ci sono progetti chiari che raccontino la divisione degli spazi all'interno del Palazzo del Lavoro, l'allestimento del nuovo Museo e l'area riservata alla shopville. Ma, siccome la Giunta di Chiara Appendino sta rivedendo molti progetti, tirando fuori vecchie e nuove idee, è tornata in auge la ruota panoramica, immaginata in passato prima al Parco del Valentino e poi a Italia 61. Con il Palazzo del Lavoro trasformato in centro commerciale più Museo della Tecnica e con la valorizzazione di tutta l'area di Italia 61, la Ruota Panoramica sarebbe un'ulteriore attrazione per spingere i turisti verso sud, dal Museo dell'Automobile, alla Ruota, fino al Centro Commerciale e al suo Museo. Potrebbe essere un bel polo turistico-culturale (non dimentichiamo, a poche centinaia di metri, il Lingotto con la Pinacoteca Agnelli e Eataly!), per l'ingresso di Torino da Sud.


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