venerdì 9 giugno 2017

Open House Torino: 10 architetture da non perdere

Il weekend del 10-11 giugno 2017 si avvicina: avete già deciso i vostri itinerari per scoprire gli spazi aperti da Open House Torino? Io, con molta difficoltà, data la vastità dell'offerta, tra parchi, abitazioni private, palazzi storici, sto provando a selezionare i miei imperdibili e mi sto rendendo conto che il liberty e il design contemporaneo stanno conducendo il gioco.

Vi indico i dieci spazi che intendo visitare, ma ve ne segnalo altri che non visiterò semplicemente perché li conosco già (mi raccomando, prima di recarvi sul posto, controllate gli orari di apertura degli spazi che avete scelto, perché ognuno ha orari propri e non tutti sono aperti per tutto il weekend!). Non è più disponibile il loft dell'ex CEAT, che ha già esaurito i posti messi a disposizione con le prenotazioni obbligatorie (peccato!). Se potete, non perdetevi la Fondazione Monaco, all'ultimo piano della torre più alta di Spina 3, in corso Mortara: l'ho frequentata in passato per motivi professionali e il panorama di cui si gode da lassù è impressionante sotto qualunque cielo, da Superga fino alla Val di Susa, con Torino praticamente ai piedi. Grazie al mio ebook Edifici ex industriali a Torino, in cui ho intervistato gli architetti che hanno riqualificato otto fabbriche e dato loro nuova destinazione, conosco bene l'ex Tobler e l'ex INCET: vale la pena visitare entrambe, la prima per il bel cortile, per me il più bello della Torino contemporanea, e la seconda per la sua magnifica piazza coperta.

E queste le architetture che vorrei visitare nel weekend di Open House Torino, in ordine sparso e casuale.


Villino Raby (corso Francia 8; apertura: sabato ore 10-14)
Tra San Donato e Cit Turin, il liberty torinese ha vissuto una stagione feconda e appassionante. Se non vi è mai capitato di perdervi tra corso Francia e le vie che portano verso l'interno del quartiere di San Donato, fatelo, scoprirete piccoli gioielli di architettura, con decorazioni affascinanti, bow-window quasi sempre sorprendenti. Poter entrare in quella che è esternamente una delle costruzioni più belle, il villino Raby, è un'occasione da non perdere.

Loft in love with OSB (corso Svizzera 185 bis; apertura: sabato ore 14-19)
Sono tanti i loft che apriranno le proprie porte per Open House e questo mi ispira molto sia perché la sua decorazione interna è basata soprattutto sul legno, da sempre materiale caldo, sia perché i pannelli utilizzati, OSB, cioè Oriented Strand Board, danno idea di uno stile postindustriale, che a me incuriosisce sempre molto. Poi, scrivendo l'ebook ho scoperto quanto sia interessante visitare uno spazio con chi l'ha disegnato e non mi perderò l'opportunità.



Casa Ozanam e OrtoAlto (via Foligno 14; apertura sabato ore 14-19 domenica ore 15-18)
L'appuntamento con questo spazio risale alla sua inaugurazione, poco più di un anno fa, per cui adesso è davvero imperdibile. Casa Ozanam si trova all'interno di un edificio un tempo industriale e realizza progetti sociali; sul suo tetto piano, OrtiAlti ha realizzato un orto collettivo, coltivato dai giovani di una cooperativa sociale e utilizzato poi dal ristorante di Casa Ozanam. Sono due progetti di futuro possibile e gli orti alti stanno diventano una realtà da non sottovalutare.

Scultura fiori (via Rosolino Pilo 21; apertura sabato e domenica ore 10-19)
Un villino del primo Novecento dotato di una veranda ricca di fiori; dalle sue proprietarie viene considerato un vero e proprio laboratorio d'arte con i fiori come protagonisti; il fatto che siano proprio loro a condurre le visite non può che rendere il tutto ancora più intrigante. Il connubio tra primo Novecento e contemporaneità è una delle cose più affascinanti di Open House Torino.

 

San Salvario Green Loft (via Saluzzo 31b, apertura domenica ore 15-19)
Di nuovo il legno e di nuovo un loft. Questa volta a San Salvario, in una piccola fabbrica all'interno di un cortile trasformata in un'incantevole abitazione tutta legno e vetrate, con un piccolo giardino; non si è persa l'idea del passato industriale, si è acquistato il calore del legno; anche qui, la visita è guidata dai progettisti.

Parco Mennea (piazza Marmolada angolo corso Racconigi, apertura sabato e domenica ore 10-19)
Open House Torino apre non solo costruzioni, ma anche aree verdi, raccontate spesso dai loro progettisti. Tra le tante ho scelto il Parco Mennea perché è uno dei parchi più giovani di Torino, si trova a fare cerniera in un'area in profonda trasformazione, dopo l'interramento della ferrovia, e sorge su quella che un tempo fu la MaterFerro: adesso, tra arredi contemporanei, giochi per i bambini e tanto verde è uno spazio di socializzazione da scoprire.


AC Hotel by Marriott
(via Bisalta 11, apertura sabato e domenica ore 10-14)
È uno dei tre hotel che partecipano a Open House Torino e l'ho scelto perché occupa un edificio che fu pastificio e poi sede della Carpano. La sua ristrutturazione è stata curata da Negozio Blu Architetti, che ha curato anche la riqualificazione dell'ex Carpano adesso sede di Eataly, di cui ho scritto sia su Rotta su Torino che nell'ebook. C'era tanta passione degli architetti, nel raccontarmi questo edificio diventato hotel, che non posso non visitarlo, finalmente.

Palazzo Saluzzo di Paesana (via della Consolata 1 bis, apertura domenica ore 15-19)
Barocco e design contemporaneo in un appartamento disegnato dallo studio Marco Bernini e affacciato su uno dei più bei cortili di Torino, quello di Palazzo Saluzzo di Paesana. A condurre la visita, di nuovo, il progettista, il che rende l'occasione davvero imperdibile.


Casa Baloire (via Le Chiuse 39, sabato e domenica ore 15-19)
Un villino liberty, di nuovo a San Donato, con quattro appartamenti di stile contemporaneo. I bow-windows del primo Novecento con le geometrie moderne e, segnalano da Open House, anche "un'incredibile doccia-sauna ricavata nella torretta". Il liberty che non ti aspetti così facilmente associabile allo stile contemporaneo.

Camplus College Lingotto (via Nizza 230, 4° piano, rampa Nord, apertura sabato e domenica ore 10-14)
Sapevate che all'ultimo piano del Lingotto c'era un campus per giovani universitari? Io no e, al vedere le immagini di loft luminosissimi e di spazi studio grandi e pure loro luminosi, grazie alle grandi vetrate dell'antica fabbrica della FIAT, sono curiosa di visitarlo e di scoprire un altro modo di abitare il Lingotto, ulteriore testimonianza della duttilità dell'architettura industriale.


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