sabato 16 settembre 2017

Cinque cose da non perdere a Cheese 2017, a Bra

Per la prima volta, ieri ho visitato Cheese, la manifestazione di Slow Food che, tra Bra e Pollenzo (CN), rende omaggio al formaggio e fa il punto della situazione sul mondo caseario, presentando non solo i produttori, ma una miriade di appuntamenti ed eventi per approfondire i temi economici, sociali, agricoli, politici, legati al formaggio (quest'anno Cheese celebra 20 anni ed è dedicato alle produzioni a latte crudo). Dopo ore di passeggiate tra piazze e vie cittadine, di soste negli stand ad ascoltare storie e a sentire commenti in varie lingue (tanti stranieri non solo negli stand, con produttori provenienti da tutta Europa e dal mondo, ma anche tra i visitatori), sono tornata a Torino contenta per la bella giornata, per i tanti formaggi, conserve, mieli assaggiati e per gli acquisti fatti. Qui vorrei indicarvi cinque cose che, se visitate Cheese, aperto fino al 18 settembre 2017, non dovete perdervi.


Bra
Cheese porta via tutta l'attenzione: i Presidi di Slow Food, le storie dei produttori, gli assaggi di formaggi e abbinamenti, i profumi di spezie, aromi e formaggi. Ma ogni tanto alzate lo sguardo sulla cittadina che ospita e organizza la kermesse perché vale la pena. Le sue belle piazze, le sue sorprendenti chiese, i suoi magnifici cortili, valgono uno sguardo e qualcosa di più. Mi è piaciuto anche come tutto il centro storico sostenga Cheese: le vetrine tematiche dei negozi, i menù speciali in ristoranti e osterie, le decorazioni nelle strada. Tutto parla di Cheese e lo fa in modo originale e affettuoso. Scoprite anche Bra!


Il Mercato Italiano
Sotto una grande tensostruttura, in piazza Carlo Alberto, c'è il Mercato Italiano: non solo produttori di ogni tipo di formaggio, ma anche conserve, vini, marmellate, dolci; dal cannolo siciliano, che impazza più di tutti, agli aceti di Modena, dalle conserve calabresi ai formaggi sardi, la ricchezza della nostra cultura agroalimentare, gastronomica e creativa, in poche centinaia di metri quadrati. Ho apprezzato l'atmosfera da mercato, la disponibilità dei produttori, la convivenza di tante tradizioni diverse, mi ha emozionato la Bandiera dei Quattro Mori dei produttori sardi, ho comprato le conserve della famiglia Barbieri, con Enzo e Patrizia che facevano assaggiare vere prelibatezze dalla Calabria.


I Presidi Slow Food
Lungo via Marconi, rappresentano un appuntamento imprescindibile. Anche se alla fine ho comprato una deliziosa marmellata all'arancia siciliana, nell'affollatissimo stand di Terre di Carusi, ho apprezzato tantissimo il miele all'arancia e al mandorlo di Ape Nera Sicula ("Questo miele lo facciamo solo in Sicilia!" dicevano a ragione i produttori), il Fiore sardo dei pastori, con il suo sapore così intenso, le conserve di Fragolina di Sciacca e Ribera, i grandi pecorini degli Appenini. Arrivando poi ai Presidi del Piemonte, vale la pena assaggiare i prodotti di Macagn (comprati!), il Cevrin di Coazze e, ovviamente, il Castelmagno d'alpeggio! Ma non dimenticate i Presidi stranieri: il britannico dello Stichelton a latte crudo e l'olandese del Boeren Leyden tradizionale sono stati i miei.


Il Mercato Internazionale
È stato l'ultimo segmento di Cheese che ho visitato, già in direzione della Stazione, e quasi rischiavo di perdere il treno del ritorno. Formaggi, conserve, vini e alcolici da ogni parte d'Europa e del mondo: emozionante vedere una accanto all'altra la bandiera catalana e quella asturiana (in questi giorni poi!), la Union Jack e il tricolore francese. La Francia e il Regno Unito sono praticamente i Paesi più rappresentati; ci sono formaggi francesi di stagionatura lunghissima e di forme realizzate esclusivamente a mano; ci sono l'immancabile queso manchego, formaggi stagionati baschi e, a sorpresa, anche la sidra asturiana, che se si ha fortuna si riesce anche ad assaggiare (considerate la folla...); ci sono sorprendenti formaggi britannici e conserve speziate di sapori intensi. Da perdere il treno, appunto.


Le Cucine di Strada e i Food Truck
Nella Piazza della Birra, Cucine di Strada e Food Truck, c'è un vero e proprio inno al sapere gastronomico italiano ed è davvero difficile selezionare cosa assaggiare e cosa lasciare perdere, perché non si ha occasione di provare, in una volta sola tante eccellenze e tanta cultura delle nostre tradizioni regionali. Vi segnalo quello che mi ha incuriosito, al di là di quello che poi ho assaggiato. Appena arrivata in piazza, ho notato la coda lunghissima di Quelli della Bombetta, che propone coni di carta con carne arrostita, contenente caciocavallo e pancetta (che profumo), poi le focacce liguri, compresa quella di Recco, le olive ascolane (anche qui coni di cartone), panini della Granda e arrosticini molisani (che bello rivedere il Molise!), polpette piemontesi e birra, tante birra!


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