lunedì 11 settembre 2017

Le OGR, gioiello d'architettura restituito in 1000 giorni

Da officina di treni a officina di idee e cultura. È la definizione che ha dato delle nuove OGR Giovanni Quaglia, il presidente della Fondazione CRT, e visitandole in anteprima, in attesa del 30 settembre 2017 dell'inaugurazione, non potrebbe esserci sintesi più felice. Mille giorni di cantiere e un investimento di 100 milioni di euro da parte della Fondazione, hanno trasformato le antiche officine in cui venivano riparati i treni, in un complesso di grande fascino architettonico, in cui le reminiscenze del passato si mescolano alle proposte del futuro, in una contaminazione davvero suggestiva. Nella visita offerta in anteprima a giornalisti e blogger, è tornato molto spesso il concetto di Cattedrale per definirle e guardando a queste navate di pietra e laterizi, con le capriate in acciaio a ritmo regolare, non verrebbe in mente migliore definizione; cattedrali del lavoro, che è bello non aver perduto.


Le OGR, in corso Castelfidardo, hanno forma a H: nella manica nord saranno ospitate le arti contemporanee, con mostre, spettacoli, concerti, spettacoli teatrali e realtà virtuale immersiva (uno degli spazi più affascinanti è il cosiddetto Duomo, una sala alta 19 metri, in cui i vagoni venivano messi in verticale per essere riparati e che adesso ospiterà simposi e conferenze); nella manica sud ci sarà un hub dell'innovazione, per la ricerca e start up, con particolare attenzione per l'industria creativa; nel transetto che unisce le due maniche, Snodo offrirà un'ampia panoramica sull'enogastronomia, in particolare piemontese, e sarà aperto 7 giorni su 7 a una taste experience diretta ai diversi pubblici che frequenteranno le OGR, con due ristoranti, un'area lounge, un cocktail bar, uno smart bar, con un tavolo lungo ben 25 metri, che permetterà anche la socializzazione tra i clienti.


Ci sarà tempo per tornare a parlare delle ambizioni delle nuove OGR, perché irromperanno nel panorama culturale torinese con la forza di un programma potente dal 30 settembre 2017 (e su Rotta su Torino si è già parlato della loro trasformazione in Distretto della Creatività e dell'Innovazione e del ricco programma culturale organizzato per il Big Bang e per l'autunno). In quest'articolo mi interessa soprattutto il progetto architettonico, perché è impressionante e affascinante nella restituzione dell'antico complesso industriale. Un po' di numeri, forniti dalla Fondazione CRT: la superficie complessiva è di 35mila metri quadrati, di cui 20mila appartengono all'edificio ad H vero e proprio (potrebbe contenere 52 cambi da tennis o 11 Airbus A320, sottolinea il comunicato stampa), con un volume di 260mila metri cubi, un perimetro di 1000 metri (due volte il perimetro del Colosseo, spiega ancora il comunicato stampa) e 16 metri di altezza, cioè oltre i 5 piani di un palazzo (e, ancora parole del comunicato stampa, "se le OGR fossero messe in verticale, come un grattacielo, avrebbero un'altezza di 180 metri, più della Mole Antonelliana, che si ferma a 167 metri).


Sono numeri grandiosi, che accompagnano un progetto ambizioso, che si apre alla città anche con due piazze, realizzate nei cortili formati dall'H: la Corte Est, su corso Castelfidardo, avrà opere d'arte a cielo aperto (la prima, firmata da William Kentridge, accoglierà i visitatori dal 30 settembre), e presenterà nella sua pavimentazione elementi artistici che sono richiami al passato, dai profili metallici, che simboleggiano le rotaie, alle collinette e panchine, ispirate alle locomotive dei treni: la Corte Ovest, su via Borsellino, presenta un giardino caratterizzato dall'antica torre dell'acqua e da un palco per eventi, spettacoli, esposizioni, apericena.


All'interno, le due maniche si presentano come due lunghissime e ampie navate, il cui fascino è difficile da descrivere: non sono solo gli spazi grandiosi, ma è anche il rapporto tra pietra e acciaio, la presenza della luce, la suggestione della storia che si respira; sarà tutto questo, mescolato, che renderà ancora più affascinanti le proposte culturali che si svilupperanno all'interno. Fornire quest'atmosfera non è stato lavoro semplice, lo si comprende bene passeggiando all'interno delle OGR. Per esempio, pensate anche solo cosa deve aver significato trovare le soluzioni per rendere il complesso frequentabile anche d'inverno. Come riscaldare navate così grandi, pensate nel XIX secolo? Un'idea la fornisce il comunicato stampa, che sottolinea anche come i 260mila metri cubici corrispondano al Pirellone. "Oltre all'installazione degli impianti tecnologici di riscaldamento e raffrescamento, sono state migliorate le performance di trasmissione caldo/freddo, con un occhio attento al contenimento del fabbisogno energetico, alla resistenza al vento e alla neve, alla tenuta all'acqua. In dettaglio, tutti i serramenti sono stati cambiati, con l'installazione di 1.200 finestre e porte finestre (per una superficie complessiva di 10.000 metri quadri), tutte a taglio termico, di otto tipologie diverse e di larghezza non omogenea: messe in fila, le nuove finestre raggiungono un'altezza di 6.000 metri, pari a 20 volte la Tour Eiffel. A livello dei tetti sono stati sostituiti 20.000 metri quadri di pannelli delle falde, che hanno richiesto quattro diverse posizioni per le gru di sollevamento. I lavori hanno interessato anche l'intero pavimento, con l'installazione di un impianto a pannelli radianti per 20.000 metri quadri: un'area equivalente a tre campi da calcio".


In un edificio ottocentesco, sono state applicate le più moderne soluzioni tecnologiche per renderlo sostenibile: è l'acqua di falda che alimenta le OGR, attraverso "pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento" che consentono "efficienze energetiche maggiori rispetto ai sistemi tradizionali con ridotte emissioni di anidride carbonica (CO2) nel rispetto dell'ambiente". E ci sono altri numeri, che raccontano quanto sia stato imponente il cantiere dei mille giorni: "Tutti i nuovi impianti (elettrici, per l'acqua, l'aria, la fibra ottica) si sviluppano in lunghezza per 115 km, pari alla distanza tra Torino e Aosta: in particolare, sono stati posati 9.000 metri di tubazioni per l’acqua, 4.700 metri di canali per l’aerazione, 55.000 metri di cavi elettrici, 6.500 metri di fibra ottica, 22.000 metri di cavi dati in rame".

Il Big Bang aprirà le OGR gratuitamente dal 30 settembre al 14 ottobre 2017, con tanti eventi, spettacoli, mostre (il programma ai link già segnalati): non perdetevi la possibilità di scoprire questo gioiello d'architettura restituito a Torino e non dimenticate, perdendovi ad ammirarle, questi numeri che hanno reso possibile l'impresa di restituirle in 1000 giorni.


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