lunedì 2 ottobre 2017

Il Gruppo Building trova un edificio romano sotto il Convento di Sant'Agostino

Di tanto in tanto, Augusta Taurinorum fa capolino nella Torino contemporanea, ci ispira emozione e ci racconta come dovevano vivere i nostri antenati, 2000 anni fa. Dopo la necropoli ritrovata durante i lavori di costruzione della nuova sede della Lavazza, in Borgo Aurora, è stato un edificio romano a riaffiorare, durante i lavori di ristrutturazione del Convento di Sant'Agostino. Siamo tra via delle Orfane e via Santa Chiara, nel centro storico di Torino, nel cuore di quella che fu Augusta Taurinorum, all'interno delle sue mura e nel quadrante nord-ovest, identificato dal decumano (via Garibaldi) e il cardo (via Porta Palatina).


Qui il Gruppo Building, che ha già ristrutturato con successo diversi edifici storici (ricordate The Number Six, la casa più bella del mondo?), sta riqualificando il Convento di Sant'Agostino, per ricavare eleganti appartamenti di diversa tipologia (il sito web in cui potete vedere piantine e immagini degli appartamenti è www.quadra-to.it/). Il progetto è già di per sé molto interessante, una struttura religiosa barocca, che fu anche conservatorio e tribunale, trasformata in spazi contemporanei di design: il ritrovamento di una struttura romana è un po' come la ciliegina sulla torta.


Dai primi rilevamenti, la parte sud-orientale del Convento insiste su un'antica area termale: sono venuti alla luce diversi ambienti, risalenti al I-III secolo dopo Cristo, decorati con mosaici di grande interesse, tra cui spicca uno grande circa 10 metri per 6, a tema mitologico, raffigurante il cacciatore Atteone sbranato dai cani. Gli ambienti sono quattro e si affacciano su un cortile porticato (è stata ritrovata una colonna di laterizi, rivestita da stucco scanalato), con ampie soglie in pietra in cui si vedono le tracce di quelli che erano forse cancelli lignei di chiusura. Il cortile era aperto sul lato orientale e questo esclude che l'edificio fosse una domus (i peristili erano interni e chiusi sui quattro lati), lasciando pensare che avesse una funzione pubblica e commerciale.


Cosa sarà di questo ritrovamento? L'architetto Luca Petrone, presidente del Gruppo Building, ha assicurato che sarà di pubblica fruizione, un po' come succede per l'area archeologica ritrovata nella sede della Lavazza: "Siamo da anni impegnati nella salvaguardia del patrimonio storico di Torino, al fianco della Soprintendenza. Il ritrovamento romano ci permetterà di costruire all'interno di Quadrato un'area archeologica, che apriremo al pubblico, in assoluta coerenza con la filosofia dei nostri altri progetti abitativi di via Lagrange 12 e via Alfieri 6".


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