giovedì 6 dicembre 2018

La chiesa di Santa Chiara, gioiello barocco riaperto al pubblico

La chiesa di Santa Chiara è stata aperta al pubblico, dopo il restauro finanziato dalla Compagnia di San Paolo. Mi piace, a volte, ricordare il lavoro che le fondazioni bancarie torinesi fanno per tutelare il patrimonio artistico e culturale di Torino: più scopro cose e seguo eventi con Rotta su Torino, più mi rendo conto che senza la Compagnia di San Paolo e senza la Fondazione CRT, buona parte dei tesori artistici cittadini sarebbe andata perduta. Giusto, dunque, ricordare, in occasione dell'apertura al pubblico di questa preziosa chiesa barocca chi ha finanziato i lavori e chi ha fatto del restauro delle chiese del centro uno dei progetti chiave del proprio contributo alla cultura torinese.

chiesa di Santa Chiara a Torino chiesa di Santa Chiara a Torino

Siamo nel Quadrilatero Romano, in un isolato antichissimo, tra via delle Orfane e via Santa Chiara. Qui, si stabilirono le Clarisse, che, nel Settecento arrivarono a occupare tutto l'isolato, con il loro convento, la chiesa e il suo coro. Alterne vicende, dalla successione di ordini monastici femminili alla spoliazione in seguito alle leggi Siccardi, dalle ristrutturazioni e all'abbandono, hanno modificato l'isolato, ma lasciato sostanzialmente uguale il disegno della chiesa settecentesca, firmata da Bernardo Vittone. È una chiesa a pianta centrale, in cui i quattro grandi pilastri, svuotati, reggono la cupola, dotata di tamburo finestrato. La particolarità più interessante della chiesa è che è a doppio involucro: i pilastri svuotati, che al piano terra della chiesa creano piccole cappelle e al piano superiore piccoli coretti, all'altezza del tamburo della cupola sostengono un corridoio perimetrale, che permetteva alle Clarisse di affacciarsi sulla chiesa; allo stesso tempo, questo corridoio fa da filtro alla luce esterna, che arriva nella chiesa dall'alto e in modo indiretto, con tutte le metafore conseguenti sulla luce di Dio e della Salvezza.

La decorazione settecentesca della chiesa si è in parte salvata (sono andati perduti gli arredi mobili): stucchi, pitture, cartigli sono stati restaurati e restituiti ai loro colori originari. Curioso come il colore principale sia una sorta di gridellino, che fu caro all'architettura del Seicento e del Settecento torinesi (si ritrova adesso sulle facciate di piazza Castello, compresa la chiesa di San Lorenzo, o di piazza Carignano). Nonostante sia una chiesa settecentesca, Santa Chiara ha una decorazione tutto sommato sobria: il gridellino si mescola ai dorati degli stucchi e dei capitelli di lesene e pilastri.

chiesa di Santa Chiara a Torino chiesa di Santa Chiara a Torino

Qualche tempo fa, in occasione di una delle aperture del cantiere al pubblico, ho visitato la chiesa e sono salita sulle impalcature insieme agli architetti e ai restauratori che ci avevano illustrato il loro lavoro; era stata un'esperienza emozionante vedere come funzionava il restauro di una chiesa e sentire la passione degli architetti e dei restauratori impegnati nel cantiere; è altrettanto emozionante, mesi dopo, vedere il risultato del loro lavoro.

La facciata esterna della chiesa di Santa Chiara non è leggibile se non parzialmente a causa degli spazi limitati. Sull'altro lato di via delle Orfane, proprio di fronte alla facciata, c'è QuadraTO, il bell'intervento del Gruppo Building, che ha trasformato l'ex convento agostiniano in un edificio residenziale e che ha scoperto anche resti romani opportunamente valorizzati. Il centro di Torino, che non rinuncia al suo passato e ai suoi edifici storici e che sa trasformarli grazie all'intervento dei privati. Nel caso della Compagnia di San Paolo, il restauro ha coinvolto buona parte dell'isolato: non solo la chiesa di Santa Chiara, ma anche il suo coro e l'edificio che fu costruito al posto dell'antico convento; affidato al Gruppo Abele, come la chiesa, è stato trasformato in uno spazio di co-housing per le persone in difficoltà.

Il Gruppo Abele apre la chiesa alle visite solo su appuntamento, da chiedere all'email viadelleorfane@gruppoabele.org. Allo stesso indirizzo vanno richieste le visite guidate per gruppi: "La visita dura circa 45 minuti e comprende la chiesa, la salita al deambulatorio che gira intorno alla chiesa e porzioni dell'antico convento (ex chiostro e attuale cortile interno della casa). La visita è animata dai ragazzi che vivono nel co-housing giovani e solidale del Gruppo Abele. Al deambulatorio si accede percorrendo l'equivalente di tre piani di scale" spiegano dal Gruppo Abele. Per tutte le info e gli aggiornamenti, la pagina Facebook della chiesa di Santa Chiara è a  questo link.

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