lunedì 4 aprile 2016

Il progetto di Eataly, intorno ai cortili della ex Carpano

Quando, abbandonate le attività produttive, la FIAT ha deciso di fare del Lingotto un nuovo centro polifunzionale, l'intera area circostante ha subito profondi cambiamenti. Per esempio, sul suo lato settentrionale, il grande stabilimento automobilistico confinava con la Carpano, storica casa produttrice del vermouth torinese. L'abbattimento di alcuni fabbricati del Lingotto, per realizzare il progetto di Renzo Piano, ha lasciato come 'facciata', il muro cieco divisorio tra Lingotto e Carpano. E, se si pensa che il muro si affacciava proprio su quella che il Piano Regolatore prevedeva come una nuova via, prosecuzione di via Biglieri, la visione di un lungo muro senza aperture non era delle più auspicabili. Meno male che sono intervenuti i piani di riqualificazione anche del complesso della Carpano.


Trasferita l'attività produttiva a Milano, infatti, l'amministratore delegato dell'epoca Armando Mandelli, aveva intenzione di valorizzare la struttura, sviluppatasi lungo l'intero XX secolo. Mandelli ha perso poi la vita in un incidente aereo, ma il suo progetto di valorizzazione è andato avanti. All'inizio del XXI secolo, lo Studio Negozio Blu Architetti Associati ha iniziato a esplorare la possibilità di trasformare lo storico complesso in una sorta di polo del gusto. Poi, nel 2003, il Comune di Torino ha dato il via alla trasformazione dell'area in un Parco tematico Enogastronomico; il nuovo Piano Particolareggiato del Lingotto ha previsto, oltre alla creazione della nuova via, tra il Lingotto e la Carpano, anche la realizzazione di una grande piazza pubblica pedonale. Nel 2004, la realizzazione del Parco Enogastronomico, destinato ad attività culturali, di vendita e di degustazione di prodotti alimentari, viene assegnata a Eataly, attraverso un bando pubblico.


"E' stata la svolta" ricorda adesso l'architetto Gustavo Ambrosini dello Studio Negozio Blu Architetti Associati "l'area aveva una destinazione d'uso chiara e Oscar Farinetti condivideva l'idea di valorizzare la struttura su cui avevamo lavorato. Definire il progetto di Eataly con lui è stato facile, per noi". Il progetto per la creazione degli spazi di Eataly rimane alla Negozio Blu Architetti Associati e viene sviluppato da due delle professioniste dello studio, Cristiana Catino e Paola Gatti. All'interno dell'ex Carpano, trovano spazio oggi non solo Eataly, con le sue attività didattiche e di consumo e i suoi uffici, ma anche il Museo Carpano, una sala conferenze e una foresteria. Il Museo si trova al piano superiore e se passate da Eataly, merita una visita, per la bella storia che racconta e per i numerosi oggetti per la produzione del vermouth che conserva e illustra.


"Per raccontare il progetto, però, dobbiamo partire dal passato" spiega l'architetto Ambrosini "il nucleo originario della Carpano non è nato sul filo di via Nizza, dove vediamo adesso la bella facciata di gusto eclettico, ma all'interno dell'isolato, intorno a quello che è attualmente il cortile più interno rispetto a via Nizza; nell'isolato non c'era solo l'impianto industriale, erano presenti anche varie case d'abitazione. Nel tempo, queste case sono state inglobate dalla Carpano, che si è ampliata verso via Nizza, seguendo percorsi interni dell'isolato, e poi verso il Lingotto. Nei suoi ampliamenti, ha mantenuto uno stile architettonico sostanzialmente omogeneo, con l'uso di pilastri in cemento armato e laterizi. L'ampio ingresso, che si vede oggi sulla facciata di via Nizza, fu aperto come passo carraio solo negli anni 50, dunque, la storia ci spiega che la Carpano non nacque per 'guardare' sulla via, e che lo sviluppo intorno alle corti fu il suo tema principale".


Su queste due conclusioni, è nata la ristrutturazione del complesso, per la quale è stata fondamentale anche la nuova piazza pedonale che guarda al Lingotto: "Abbiamo riorientato il complesso, trasformando il lungo muro cieco nella facciata principale di Eataly, una sorta di soglia tra piazza pubblica e piazza privata. Abbiamo aperto la parete con la vetrata dell'ingresso e due grandi vetrate, leggermente aggettanti, che identificano due degli spazi interni più importanti, il Museo e la Sala Conferenze; il colore scelto è stato il rosso mattone, che richiama i laterizi del complesso". I percorsi interni dell'antica Carpano sono stati trasformati nell'asse principale di Eataly, intorno al quale si sviluppano le attività siano il mercato, la biblioteca, i ristoranti e le isole tematiche del piano terra o il Museo, la foresteria o gli uffici, al piano superiore. "Le due corti e le vie che le collegavano sono state coperte con vetrate luminose, accompagnate dagli impianti a vista; impianti che sono a vista anche nel resto della ristrutturazione. Su quest'asse distributivo si trova il mercato, con le sue bancarelle e i suoi chioschi, e si affacciano le varie isole tematiche di Eataly: la carne, il pesce, i formaggi, la pasta, che offrono sia l'acquisto che la consumazione di questi prodotti; le isole si trovano in quelli che furono i laboratori della Carpano e ricordano un po' questa funzione, in fondo. Nei cortili abbiamo ricreato come delle piccole piazze, luoghi di socializzazione con bar, caffetterie e tavolini".


La parte più complessa della progettazione è stata "la realizzazione delle isole, il raccordo tra gli spazi esistenti e le scale ai piani superiori, così da creare insiemi coerenti; c'è stato un lavoro di cucitura dell'esistente che è stato molto impegnativo e interessante". Ma, a giudicare dal suo racconto, l'intera riprogettazione degli spazi è stata molto interessante: "In quel complesso, c'è la storia di una delle invenzioni e delle eccellenze che hanno reso Torino famosa, il vermouth. Tutto, nell'antica Carpano parlava del vermouth, persino durante il cantiere, si respirava ancora il suo profumo, i materiali ne erano impregnati, è stato impressionante. Avevamo chiaro che questa storia non doveva andare perduta e che gli elementi architettonici più significativi dovevano fare parte della nuova vita del complesso e Farinetti è stato subito d'accordo con quest'idea. E' molto bello che al piano superiore si sia voluto dedicare ampio spazio al Museo, che ripercorre la storia della Carpano, con numerosi strumenti utilizzati per la produzione del vermouth. Nell'atrio si possono vedere i pilastri della Carpano, con il loro marchio; nella biblioteca, alla destra di chi entra a Eataly, c'è una grande cisterna, affiancata da una preziosa scala a chiocciola, che ricordano il passato dell'edificio e costituiscono un elemento di indubbio fascino e curiosità per chi non conosce la storia del complesso".


Eataly ha festeggiato da poco i nove anni di apertura. Dopo tanti anni di funzionamento, gli architetti che hanno progettato il passaggio da fabbrica del vermouth a polo dell'eccellenza alimentare piemontese e italiana, cambierebbero qualcosa del loro lavoro? Ambrosini ha qualche difficoltà a rispondere, ma sostanzialmente no, perché, spiega, è stato un progetto "duttile, che si è ben adattato ai cambiamenti che sono stati proposti dalle attività di Eataly, ed è stato accettato sia dal quartiere che dalla città, diventando un punto di riferimento. Significa che andava bene come l'abbiamo pensato".


Quest'articolo è stato inserito nell'ebook Ex edifici industriali a Torino - Le trasformazioni del XXI secolo



Gli articoli dedicati alle fabbriche ex industriali riconvertite:
Il progetto dell'ex SNOS: la galleria ponte tra passato e presente - 14 marzo 2016


Nessun commento:

Posta un commento